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giovedì, 21 Maggio, 2026
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Pierpaolo Polino, da Oliveto Citra ai mondiali con la Turchia al fianco di Montella

La qualificazione diretta ai prossimi Mondiali non è ancora in tasca, ma la Turchia ha già fatto capire di non voler restare a guardare. Ha fame, ha energia, e ha un progetto. Dietro questa spinta c’è, sì, la mano esperta di Vincenzo Montella in panchina, ma c’è anche il lavoro quotidiano e silenzioso di chi lavora nell’ombra: Pierpaolo Polino, il preparatore atletico campano che sta contribuendo con professionalità e competenza alla trasformazione fisica e mentale della nazionale turca.

Pierpaolo ha 37 anni, viene da Oliveto Citra, e oggi si trova a curare la forma di una squadra che sogna di volare in Canada, Messico e Stati Uniti per il prossimo Mondiale. Una traiettoria professionale che non è arrivata per caso, ma attraverso anni di studio, di lavoro sul campo, e di scelte coraggiose.

Dopo la laurea in Scienze Motorie e una specialistica in Scienze Tecniche dello Sport, Polino ha iniziato a costruire il suo futuro lontano dai riflettori. A Roma, con il Tor di Quinto e nel futsal con l’Italpol, ha messo le fondamenta: lavoro di campo, analisi, passione. Poi, nel 2019, l’arrivo nel professionismo con la Cavese, e da lì un’accelerazione continua. Durante la pandemia, mentre il mondo si fermava, lui ha colto l’occasione per andare avanti: ottiene il patentino da preparatore atletico professionista e parte per la Romania, per una stagione in Serie A con l’Argeș.

Poi arriva quella chiamata che cambia tutto: Vincenzo Montella, appena approdato all’Adana Demirspor in Turchia, vuole portarlo con sé. Un segnale di fiducia forte, che dà a Polino un palcoscenico internazionale. E quella fiducia, oggi, continua: Montella lo ha voluto anche nella sua nuova avventura sulla panchina della nazionale turca, e Polino è diventato una figura centrale nello staff tecnico.

In pochi mesi, la Turchia ha mostrato una crescita atletica evidente: più reattiva, più resistente, più pronta. Dietro queste trasformazioni non c’è magia, ma metodo, studio, capacità di ascolto. C’è la visione di un professionista che sa quanto la preparazione fisica oggi non si limiti più alla corsa e alla forza, ma tocchi aspetti mentali, emotivi e relazionali.

Polino non ama le luci della ribalta. Lavora nell’ombra, ma il suo tocco si vede in campo. Ogni sprint negli ultimi minuti, ogni recupero rapido dopo uno sforzo, ogni giocatore che riesce a restare lucido nei momenti decisivi: tutto parla anche di lui.

Il suo è un approccio moderno, fondato sui dati ma anche sull’intuizione. Ogni atleta ha bisogno di un percorso su misura, e Polino questo lo sa bene. Lavora con il gruppo, ma anche con le persone. Cura il corpo, ma aiuta anche la mente. È il tipo di professionista che riesce a costruire fiducia, che sa quando spingere e quando lasciare respirare. Il suo rapporto con i giocatori è fatto di ascolto, confronto e stima reciproca.

La qualificazione non è ancora conquistata, ma il cammino è tracciato. La Turchia ha dimostrato di avere le carte in regola per lottare fino all’ultimo, e lo sta facendo con un’identità forte anche sul piano atletico. In questo percorso, Pierpaolo Polino continuerà a essere una figura chiave, lavorando dietro le quinte, con lo sguardo rivolto all’obiettivo, e la stessa umiltà con cui è partito dalla provincia.

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