Fonderie Pisano, scatta la diffida all’ASL: chiesto monitoraggio urgente sulla salute dei cittadini

È stata inviata in data 21 ottobre una formale diffida all’ASL Salerno, a firma delle associazioni “Salute e Vita” e “Medicina Democratica”, per chiedere un immediato intervento sanitario e ambientale nei territori della Valle dell’Irno, con particolare riferimento ai quartieri periferici di Salerno (Fratte) e ai comuni di Pellezzano e Baronissi, aree da anni interessate dall’attività delle Fonderie Pisano.

La richiesta è stata annunciata in conferenza stampa dall’avvocato Franco Massimo Lanocita, dal presidente di “Salute e Vita” Lorenzo Forte, dal vicepresidente di “Medicina Democratica” Paolo Fierro e dall’ingegnere Salvatore Milione. Al centro del documento, l’urgenza di un monitoraggio epidemiologico retrospettivo e attuale della popolazione esposta all’inquinamento.

La diffida fa riferimento a numerose evidenze già emerse da studi dell’ARPAC, dell’Istituto Zooprofilattico di Portici, dai consulenti del Tribunale di Salerno e dallo studio epidemiologico SPES, nonché alla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 6 maggio 2025 che ha condannato l’Italia per violazione del diritto alla salute dei residenti (ricorso n. 52854/18).

Tra le sostanze nocive riscontrate: metalli pesanti (piombo, cromo, mercurio) e diossine, ritenute responsabili di un eccesso documentato di patologie gravi, come tumori respiratori, mesoteliomi, carcinomi mammari, oltre a numerose malattie non oncologiche.

Secondo i promotori della diffida, l’ASL finora si sarebbe limitata a una gestione burocratica e inadeguata del problema, non attivando strumenti previsti dalla legge come il Referto Epidemiologico Comunale (REC) o una mappatura sanitaria per quartiere, già attuata in altre città come Genova, Napoli e Vercelli.

“È necessario un biomonitoraggio sul vivente, come già fatto nella Terra dei Fuochi – si legge nella diffida – con analisi di metalli e diossine nel sangue dei residenti. Serve una sanità territoriale che protegga i cittadini, non che assista in silenzio al degrado sanitario”.

Le associazioni chiedono all’ASL di spiegare quali iniziative concrete intenda adottare per contrastare gli effetti dell’inquinamento ambientale legato all’attività delle Fonderie Pisano e se sia pronta, finalmente, a prendere una posizione chiara e responsabile in vista della prossima Conferenza dei Servizi per il riesame dell’AIA, considerata ormai non più conforme alle nuove direttive europee.

L’appello, rivolto anche ai Comuni coinvolti, è chiaro: “Serve trasparenza, prevenzione e coraggio istituzionale, perché la salute pubblica non può più attendere”.

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