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martedì, 2 Giugno, 2026
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Sassano celebra le proprie radici in un viaggio tra storia, fede e memoria collettiva

Passeggiando per i vicoli stretti dei nostri paesi, ci saremmo sicuramente chiesti come erano e cosa facevano i nostri antenati, che un tempo vi abitavano ed è proprio per rispondere a queste curiosità che nasce il progetto “Sassano: Il Richiamo delle Radici”, promosso dal Comune e finanziato dall’Agenzia Regionale Campania Turismo (risultato primo in graduatoria tra gli undici progetti ammessi in Campania). L’iniziativa mira a valorizzare il patrimonio storico, culturale e umano del territorio, riscoprendo le storie di chi da Sassano è partito e di chi mantiene vivo il legame con le proprie origini.

Il primo appuntamento, “I luoghi di Mattia Caladriello”, ha accompagnato il pubblico in un Tour della Memoria lungo le strade del centro storico, insieme agli attori del Gruppo Teatrale Sassanese Pasquale Petrizzo, che hanno rievocato le usanze e le tradizioni di un tempo, in abiti d’epoca, sulle orme del celebre filologo, traduttore e professore universitario nato a Sassano e migrato a Buenos Aires, dove visse fino al 1919.

Il progetto ha poi visto la realizzazione del laboratorio scolastico “E tu lo sai chi era il nonno di tuo nonno?”, rivolto agli studenti dell’Istituto “Giovanni Falcone”, per incuriosire i più piccoli nella conoscenza della propria storia familiare e delle radici locali.

La conclusione delle attività previste dall’iniziativa si terrà venerdì 31 ottobre, con una giornata interamente dedicata alla memoria e all’identità collettiva. Alle 18:30, presso Palazzo Picinni, sarà inaugurata la mostra “Sassano nel mondo: volti, storie e partenze”, che racconta la memoria migratoria dei sassanesi attraverso immagini, documenti e testimonianze raccolte grazie alla collaborazione del Gruppo Teatrale Sassanese, del fotografo Angelo Pinto e del Comitato Maria Santissima del Carmelo. La serata proseguirà alle 21:00, al Cineteatro Totò, con lo spettacolo teatrale “’Iemma a Merica”, che porterà in scena con ironia e partecipazione le emozioni, le speranze e le difficoltà di chi, tra fine Ottocento e inizio Novecento, lasciò il proprio paese per cercare fortuna oltreoceano, mantenendo, però, sempre vivo il legame con le proprie origini.

Un viaggio corale nella memoria, dove storia, fede e identità si intrecciano per raccontare l’anima più autentica e ben radicata di una comunità. Ricordare il sacrificio di chi ha lasciato, a malincuore, la propria Terra costituisce un valido spunto di riflessione per amare il proprio Paese e impegnarsi, affinché la sua gioventù non debba più partire.

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