L’ufficio della Consigliera regionale di parità della Basilicata si è costituito parte civile in un processo per maltrattamenti. Lo ha deciso il Gup del Tribunale di Matera nell’udienza di rinvio a giudizio del comandante della stazione Carabinieri di Nardò, già comandante della stazione dei Carabinieri di Montalbano Jonico e Rotondella, per i reati di maltrattamenti in famiglia a carico dell’ex convivente e dei figli minori della donna, percosse e diffamazione aggravata.

Nell’udienza sono state ammesse, tra le altre, le costituzioni di parte civile dei Centri Antiviolenza e della Consigliera regionale di parità della Basilicata, Ivana Pipponzi, quale “portatrice di un interesse pubblico di tutela della parità di genere e di contrasto alle molestie e violenze”. “Un atto di apertura non scontato nei processi per maltrattamenti –ha commentato Pipponzi – che dimostra sensibilità e grande competenza dei magistrati e degli avvocati che l’hanno articolata e sostenuta”.
I fatti denunciati sono stati confermati dal Gip di Matera con un incidente probatorio che ha riconosciuto i maltrattamenti psicologici e fisici subiti dalla donna e dai due minori. “E’ l’ennesimo episodio di violenza che si consuma tra le mura domestiche- ha commentato la Conigliera. “Fermo restando che i fatti denunciati sono oggetto di un processo in corso, è esemplare l’atto di coraggio della donna. Si tratta di una libera professionista, che ha deciso di denunciare nonostante il denunciato sia un uomo in divisa. Per tante donne la casa può trasformarsi in una cappa di oppressione. La violenza domestica è un fenomeno reale, più diffuso di quanto si pensi, da far emergere e da segnalare. Le vittime di abusi- ha concluso Pipponzi- non sono lasciate sole ma possono contare sull’aiuto di strutture e reti di sostegno”.