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giovedì, 30 Aprile, 2026
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Bilancio Basilicata 2026-2028, duro giudizio: “Conti rigidi e risposte insufficienti alle emergenze”

Il Consiglio regionale della Basilicata ha approvato il bilancio di previsione 2026-2028, ma il via libera arriva con il voto contrario delle opposizioni, che parlano di un documento “privo di visione” e incapace di rispondere alle criticità strutturali della regione. “La nostra contrarietà non è dettata da spirito di contrapposizione, ma dal rispetto verso i lucani, che meritano chiarezza anche quando è scomoda”, affermano i consiglieri di minoranza, sottolineando come il dibattito in aula abbia evidenziato profonde divisioni all’interno della maggioranza. Nel mirino, in particolare, le tensioni emerse durante la discussione e il silenzio del presidente Vito Bardi nei momenti più critici. Secondo le opposizioni, lo stesso presidente avrebbe definito il bilancio “strutturalmente rigido”, oltre il 70% della spesa corrente assorbita dalla sanità, una capacità fiscale autonoma limitata al 15% e investimenti per oltre l’80% legati a fondi europei e nazionali. “Uno spazio di manovra quasi nullo, dentro cui le scelte compiute risultano insufficienti”, attaccano.

Tra i punti più contestati, la copertura di circa 100 milioni di minori entrate, legate in gran parte al calo delle estrazioni, attraverso rinegoziazioni con le compagnie petrolifere e l’utilizzo di risorse del Po Val d’Agri. Sul fronte sanitario, invece, il disavanzo di circa 60 milioni sarebbe stato coperto rimodulando diverse voci di bilancio, tra cui il bonus gas. “Una toppa, non una soluzione strutturale”, è il giudizio netto.

Criticità emergono anche sul piano dei servizi. Le opposizioni parlano di una mobilità sanitaria passiva che supera i 70 milioni di euro annui, con oltre il 10% dei cittadini che rinuncia alle cure e una spesa per la salute mentale inferiore alla media nazionale.

Non meno duro il giudizio sul comparto agricolo, dove – ricordano – lo stesso assessore avrebbe indicato un fabbisogno di circa 80 milioni di euro, a fronte di risorse stanziate insufficienti. Preoccupazioni riguardano anche enti come ALSIA e Agrobios, oltre al Consorzio di Bonifica, ritenuto in difficoltà e con il rischio di un aumento delle tariffe per gli agricoltori. Un capitolo a parte riguarda la forestazione. Le opposizioni rivendicano la presentazione di un ordine del giorno per incrementare le giornate lavorative dei circa 4.000 addetti del settore, chiedendo anche il superamento delle disparità tra lavoratori impegnati nelle stesse mansioni. Sotto osservazione anche il bonus gas: secondo quanto emerso in aula, 21 milioni di euro sarebbero stati temporaneamente utilizzati per coprire il disavanzo sanitario. “I cittadini hanno diritto di sapere cosa accadrà se queste risorse non verranno recuperate”, incalzano.

Da qui la proposta alternativa, un sistema più equo e progressivo nell’assegnazione delle risorse, concentrato sulle fasce più fragili, invece dell’attuale distribuzione generalizzata. “La Basilicata continua a dipendere da petrolio, gas e compensazioni senza costruire un futuro alternativo”, denunciano, evidenziando anche l’assenza di un piano di decarbonizzazione e di un piano paesaggistico regionale.

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