Fa discutere il caso di una studentessa di 17 anni dell’Istituto Superiore “o Ferrari” di Battipaglia, in coma da dicembre 2024 a causa di una grave patologia cerebrale e dichiarata “non classificata” al termine dell’anno scolastico per mancanza di elementi utili alla valutazione.

La decisione dell’istituto ha suscitato la dura reazione del padre della ragazza, che ha inviato una lettera alla scuola definendo l’esito dello scrutinio «offensivo e disumano» e chiedendone l’annullamento. Sulla vicenda è intervenuto anche l’Ufficio Scolastico Regionale, che ha avviato un’indagine interna per accertare la correttezza delle procedure adottate.
Il dirigente scolastico Luca Mattiocco ha spiegato che, a differenza dello scorso anno, quando la studentessa era stata ammessa alla classe successiva grazie alle valutazioni già disponibili nel primo quadrimestre, quest’anno non esistevano elementi sufficienti per esprimere un giudizio complessivo.
Il preside ha inoltre respinto le accuse di scarsa sensibilità, sottolineando l’attenzione riservata alla giovane e alla sua famiglia. Tra le iniziative ricordate, un momento pubblico dedicato alla studentessa e la visita di una docente presso la sua abitazione.
La vicenda riporta al centro il tema delle norme sulla validità dell’anno scolastico. La legge prevede infatti la frequenza di almeno il 75% delle lezioni, con possibili deroghe per gravi motivi di salute, purché il consiglio di classe disponga di elementi sufficienti per la valutazione.
Proprio l’assenza di tali elementi è al centro del caso, che apre un dibattito tra il rispetto delle regole scolastiche e la necessità di tenere conto di situazioni umane particolarmente drammatiche.














