ULTIME NEWS!

martedì, 16 Giugno, 2026
ArteAttualità

Bronzi di Riace. L’Università di Salerno guida la rivoluzione digitale del patrimonio archeologico

L’innovazione digitale incontra l’archeologia in uno dei più significativi interventi di valorizzazione del patrimonio culturale italiano degli ultimi anni. L’Università degli studi di Salerno ha infatti svolto un ruolo di primo piano nel processo di acquisizione digitale dei celebri Bronzi di Riace, contribuendo alla realizzazione di un progetto destinato ad ampliare le prospettive di studio, conservazione e divulgazione di due tra le più straordinarie testimonianze dell’arte della Magna Grecia.

L’iniziativa si inserisce nel quadro della collaborazione scientifica instaurata tra l’Ateneo salernitano e il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, istituzione che partecipa al programma Ecomic, l’ecosistema digitale dedicato alla cultura promosso dall’Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale – Digital Library del Ministero della Cultura nell’ambito delle azioni previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

L’intervento ha previsto la restituzione tridimensionale ad altissima precisione delle due statue attraverso metodologie avanzate di scansione laser e tecniche fotogrammetriche di ultima generazione. L’elaborazione delle informazioni raccolte ha consentito la costruzione di sofisticati modelli virtuali, repliche digitali fedeli delle opere originali, capaci di restituirne ogni dettaglio morfologico con un livello di accuratezza estremamente elevato.

Le nuove rappresentazioni digitali costituiranno uno strumento fondamentale sia per approfondimenti scientifici e attività di monitoraggio conservativo, sia per la progettazione di esperienze immersive e percorsi narrativi innovativi rivolti a studiosi, visitatori e comunità internazionali interessate alla conoscenza del patrimonio archeologico italiano.

Le operazioni tecniche sono state affidate agli specialisti del Centro ICT per i Beni Culturali dell’Università di Salerno, che hanno impiegato anche soluzioni tecnologiche sviluppate nell’ambito delle attività di ricerca coordinate dal professor Nicola Cappetti presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale, riconosciuto come Dipartimento di Eccellenza.

Il coordinamento scientifico delle attività è stato assicurato dal professor Francesco Colace, direttore del Centro ICT, insieme al professor Michele Scafuro del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale. Hanno inoltre preso parte al progetto Angelo Lorusso, Domenico Santaniello, Giusy Strollo e Michele Pellegrino, giovane ricercatore recentemente insignito di una prestigiosa borsa Marie Skłodowska-Curie.

Il gruppo di lavoro ha espresso profonda soddisfazione per il risultato raggiunto, sottolineando il valore di una collaborazione che ha saputo coniugare competenze tecnologiche avanzate, ricerca accademica e tutela dei beni culturali. Un riconoscimento particolare è stato rivolto al direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Fabrizio Sudano, e all’intero personale dell’istituzione museale per il sostegno fornito durante tutte le fasi operative.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati