Costi elevati sulla gestione dei rifiuti, ma poca produzione: il paradosso in Basilicata

La Basilicata, dopo la Liguria,  può vantare un primato su scala nazionale per quanto riguarda i costi sulla gestione dei rifiuti. Secondo il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, che ha pubblicato la Relazione sui servizi pubblici 2025 con le performance dei Comuni nel settore dei rifiuti nel 2022, i lucani sono quelli che pagano di più per la gestione dei rifiuti. Un dato che stona se si esaminano i numeri sulle regioni che producono meno rifiuti. La Basilicata, infatti, insieme al Molise è tra queste.

Mentre in Italia il servizio ha in media un costo di 395 euro per tonnellata, in lieve crescita rispetto ai 386 euro dell’anno precedente, in Basilicata la spesa è di 512 euro, un  +7% rispetto al resto del paese. Non va meglio ai pugliesi che pagano 477 euro con un più 4% rispetto alla media italiana, mentre la regione dove si paga meno è l’Emilia Romagna con 305 euro.

In linea generale, è evidenziato dal Cnel, la gestione dei rifiuti ha mostrato un miglioramento continuo con la raccolta differenziata è in crescita, mentre la produzione complessiva di rifiuti rimane stabile o in lieve calo. Il quadro nazionale, tuttavia, resta caratterizzato da forti divari territoriali: i comuni del Nord, soprattutto quelli piccoli e medi, si distinguono per efficienza e buone performance, mentre i grandi centri urbani del Sud e del Centro incontrano maggiori difficoltà, con costi elevati e livelli di raccolta ancora bassi.

Per quanto riguarda invece il tasso di raccolta differenziata la media nazionale si attesta al 66,3% a livello nazionale, in crescita rispetto al 65,4% del 2021. Le migliori performance si registrano in Veneto (77,7%), Marche (72,1%) e Nord-Ovest (70,2%); restano sotto la media gran parte delle regioni del Sud con la Basilicata al 63,4% e la Puglia al 59.6.

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