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sabato, 2 Maggio, 2026
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Un’eccellenza lucana a rischio: il Centro Internazionale di Dialettologia senza fondi

La Regione Basilicata ha deciso di non rifinanziare, a partire dall’anno accademico 2025/26, il Centro Internazionale di Dialettologia (CID) dell’Università degli Studi della Basilicata, attivo da quasi vent’anni. Una scelta che appare difficile da giustificare, soprattutto se si considera il valore scientifico, culturale e identitario di un’istituzione riconosciuta e apprezzata in ambito nazionale e internazionale.

Il CID opera sotto la direzione della professoressa Patrizia Del Puente, docente di Glottologia e Linguistica all’Unibas. La sua attività di ricerca ha avuto inizio nel 2007 con il progetto A.L.Ba. – Atlante Linguistico della Basilicata, sviluppato con un gruppo di giovani ricercatori e finanziato dalla Regione. Nel 2018 il progetto è diventato Centro Internazionale di Dialettologia, in collaborazione con l’Università di Palermo e in partenariato con le Università di Cambridge, Oxford e Pisa.

In quasi vent’anni di attività, il team guidato dalla prof.ssa Del Puente ha ottenuto risultati di assoluto rilievo. Sono stati pubblicati cinque volumi dell’Atlante Linguistico della Basilicata, che documenta i dialetti di tutti i 131 comuni lucani. Il Centro ha inoltre promosso otto Convegni Internazionali di Dialettologia, i cui atti sono stati pubblicati in volumi scientifici e cinque edizioni della Scuola Internazionale di Dialettologia, unica in Europa.

Di particolare importanza è anche la creazione dell’Alfabeto dei Dialetti Lucani (ADL), strumento fondamentale per uniformare la scrittura e il riconoscimento dei suoni delle parlate locali. Accanto alla ricerca accademica, la prof.ssa Del Puente ha sempre operato sul territorio con attività divulgative e progetti condivisi con le comunità, da cui sono nate opere come le Grammatiche Aviglianese e Tursitana, esempi di studio e valorizzazione delle lingue locali.
A confermare l’alto valore del lavoro svolto dal CID è intervenuta anche l’Accademia della Crusca, che in una nota ufficiale ha rivolto un appello alla Regione Basilicata: «Il presidente e il Consiglio direttivo dell’Accademia della Crusca si augurano che la Regione Basilicata continui a dare il suo contributo finanziario al Centro Internazionale di Dialettologia diretto dalla prof.ssa Patrizia Del Puente, che da vent’anni svolge un lavoro di studio, tutela e valorizzazione dei dialetti lucani, di grande rilievo nel dominio italo-romanzo e nella salvaguardia delle minoranze storiche».
L’Accademia avverte inoltre che «la chiusura del Centro per mancanza di fondi sarebbe deprecabile, perché comprometterebbe i risultati finora prodotti e apprezzati in varie sedi congressuali».

Nonostante il sostegno di studiosi, amministratori locali, associazioni e cittadini, la Regione ha scelto di non rifinanziare un centro di ricerca riconosciuto come eccellenza. Eppure il lavoro del CID, portato avanti da giovani ricercatori sotto la guida della prof.ssa Del Puente, non rappresenta solo un risultato accademico, ma un patrimonio collettivo dell’intera comunità lucana.
Lasciare spegnere il Centro Internazionale di Dialettologia significa interrompere un percorso di ricerca riconosciuto a livello internazionale e disperdere un patrimonio di conoscenze costruito in quasi vent’anni di lavoro. In gioco non c’è solo il destino di un centro di studi, ma la capacità di una regione di riconoscere valore alla propria storia linguistica e di investire su ciò che la rende unica.

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