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venerdì, 17 Aprile, 2026
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Anche il porto di Salerno tra quelli controllati nell’inchiesta sulle concessioni demaniali: recuperati oltre 3 milioni di euro

Il porto di Salerno è tra quelli coinvolti nell’operazione che ha portato al recupero di oltre 3 milioni di euro di imposta regionale sulle concessioni demaniali marittime, al termine di un’articolata attività d’indagine della Procura regionale della Corte dei conti per la Campania. L’inchiesta, coordinata dai vice procuratori generali Gianluca Braghó e Davide Vitale, è stata condotta dai militari della Guardia di finanza di Napoli.

Le verifiche, affidate al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e al Reparto Operativo Aeronavale di Napoli, hanno riguardato la regolarità delle concessioni rilasciate dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale. Dagli accertamenti è emerso il sistematico mancato versamento dell’addizionale regionale ai canoni demaniali marittimi da parte di tutti gli operatori economici concessionari nei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia.

L’imposta in questione, pari a una percentuale variabile tra il 10% e il 25% del canone, è prevista da una normativa risalente al 1970 ed è stata recepita dalla Regione Campania già nel 1972. Tuttavia, fino al 2024 – anche alla luce della sentenza n. 131/2024 della Corte costituzionale – si era diffusa l’erronea convinzione che tale tributo non fosse applicabile alle concessioni rilasciate dalle Autorità di Sistema Portuale, a differenza di quelle rilasciate da altri enti, come i Comuni.

Proprio a seguito delle attività investigative della Corte dei conti, la Regione Campania è intervenuta con la legge regionale n. 13 del 22 luglio 2025, chiarendo definitivamente il quadro normativo. Il provvedimento ha attribuito all’Autorità di Sistema Portuale, in qualità di ente concedente, il potere-dovere di accertare e riscuotere l’imposta nei confronti dei concessionari.

Di conseguenza, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale ha avviato le procedure di recupero, inviando 422 avvisi di messa in mora agli operatori risultati inadempienti, con richiesta di pagamento delle somme dovute per gli ultimi cinque anni.

La Regione Campania ha infine comunicato alla Corte dei conti e alla Guardia di finanza che l’azione di controllo ha già prodotto un significativo “effetto conformativo”: nelle casse regionali sono confluiti complessivamente 3.132.507 euro. Un risultato che interessa direttamente anche il porto di Salerno e che segna un passaggio rilevante nel rafforzamento della legalità e della corretta gestione delle concessioni demaniali marittime.

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