Quando la pittura diventa impegno ambientale. Fernando Mangone racconta la fragilità dei ghiacciai

L’arte come strumento di consapevolezza e responsabilità collettiva. È questo il senso del nuovo intervento pittorico di Fernando Mangone, realizzato al Museo Arte Mangone (MaM) di Buccino, nel cuore del Cilento, dove la pittura si fa racconto visivo dei cambiamenti climatici e della progressiva fragilità degli ecosistemi.

L’artista firma un’opera site-specific ispirata allo scioglimento dei ghiacciai, nata da una performance dal vivo che ha intrecciato gesto pittorico, colore e musica, trasformando lo spazio museale in un’esperienza immersiva. Al centro della composizione campeggia un grande orso polare, icona universale della crisi climatica e simbolo di un equilibrio naturale sempre più compromesso. L’animale, raffigurato in una dimensione sospesa e quasi irreale, diventa testimone silenzioso di una trasformazione ormai evidente, metafora di un pianeta che paga il prezzo di uno sviluppo incontrollato.

L’opera va oltre la rappresentazione figurativa: il muro si trasforma in un campo percettivo, un luogo di tensione emotiva dove lo spettatore è chiamato a confrontarsi con ciò che rischia di scomparire. L’uso di colori accesi e fluorescenti amplifica il messaggio ambientale, rendendolo diretto, fisico, immediatamente percepibile. La pittura non si limita a essere osservata, ma coinvolge, interroga, scuote.

“Non voglio fare prediche – spiega Fernando Mangone –. Dipingo immagini che restino impresse e parlino allo sguardo. L’orso polare è un simbolo che non ha bisogno di spiegazioni: rappresenta una realtà che conosciamo tutti, ma che spesso evitiamo di guardare fino in fondo”.

L’intervento si inserisce coerentemente nella ricerca artistica di Mangone, da sempre caratterizzata dalla contaminazione tra mito, cultura pop, street art e dimensione visionaria. I quattro elementi naturali – acqua, aria, terra e fuoco – attraversano la composizione come forze primarie, trasformandosi in energia cromatica e segno espressivo, a sottolineare il legame profondo tra uomo e ambiente.

A sottolineare il valore simbolico dell’opera è Anna Coralluzzo, Presidente della Fondazione FAM ETS – Fondazione Arte Mangone, che evidenzia come il lavoro dell’artista riesca a tradurre un tema complesso in un linguaggio immediato e universale: «Quest’opera non racconta una teoria, ma una realtà che stiamo vivendo. L’orso polare è un’immagine semplice e potentissima, capace di rappresentare non solo la fragilità della natura, ma anche la nostra, come esseri umani».

“L’arte di Fernando Mangone – aggiunge Coralluzzo – trasforma il cambiamento climatico in un’esperienza visiva ed emotiva. Non è un’opera che si guarda soltanto, ma che si sente. Invita a fermarsi, riflettere e prendere posizione. In questo senso, l’arte diventa uno strumento di coscienza civile”.

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