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martedì, 2 Giugno, 2026
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Il Vallo di Diano danza contro la violenza sulle donne: successo per il flash mob One Billion Rising a Sant’Arsenio

Un’ondata di energia, consapevolezza e partecipazione ha attraversato sabato la piazza di Sant’Arsenio, dove si è svolto il flash mob internazionale One Billion Rising. Anche quest’anno il movimento è arrivato nel Vallo di Diano grazie all’impegno del Centro Antiviolenza Aretusa, in collaborazione con l’Istituto Omnicomprensivo “A. Sacco”, con il sostegno del Comune di Sant’Arsenio e della Consulta delle Amministratrici del Vallo di Diano Tanagro e Alburni.

Studentesse, studenti, docenti, amministratrici e cittadinanza si sono ritrovati in piazza per ballare sulle note di Break the Chain, trasformando la danza in un gesto collettivo di denuncia e di speranza. Un modo forte e simbolico per dire basta allo stupro, alle molestie sessuali, alle mutilazioni genitali femminili, alla tratta e alla schiavitù, al matrimonio infantile, al femminicidio e a ogni forma di oppressione sessuale, di genere e riproduttiva. Un grido condiviso anche contro il razzismo, l’imperialismo, la guerra e la catastrofe climatica.

L’iniziativa, nata nel 2013 e giunta alla sua quattordicesima edizione, è stata fondata dalla drammaturga Eve Ensler, autrice de I monologhi della vagina. Lo scorso 14 febbraio, in oltre 200 Paesi del mondo, un miliardo di persone si unisce simbolicamente attraverso flash mob e momenti pubblici per sensibilizzare e contrastare la violenza di genere, promuovendo parità, rispetto, uguaglianza e libertà.

A Sant’Arsenio, l’evento ha visto la partecipazione attiva delle alunne e degli alunni dell’I.O.C. “A. Sacco”.

Il Centro Antiviolenza Aretusa, servizio del Consorzio Sociale S10 gestito dall’Associazione Differenza Donna, ha rinnovato così il proprio impegno sul territorio, portando al centro dell’attenzione un tema che resta drammaticamente attuale. Donne e bambine, infatti, continuano a essere le più esposte agli abusi di potere in tutte le culture e società, in un contesto segnato dal persistente radicamento di strutture patriarcali e discriminazioni multiple che colpiscono in modo particolare le donne migranti e le donne con disabilità.

“Balliamo per rompere il silenzio, per costruire alleanze e per sostenere la libertà delle donne, delle ragazze e delle bambine, ovunque nel mondo”: questo il messaggio che ha attraversato la piazza.

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