Finsero di sequestrare un amico: 4 minorenni del salernitano rischiano il processo

Avrebbero inscenato il rapimento di un amico di 15 anni per chiedere un riscatto di 20mila euro alla sua famiglia. Per quattro minorenni di Nocera Inferiore è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio con le accuse di tentata estorsione e simulazione di reato. La vicenda è ricostruita dal quotidiano “Il Mattino”.

A chiedere il processo è la Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Salerno. Tra gli imputati figura anche il 15enne che si era prestato a fare da vittima. Coinvolto nell’inchiesta anche un maggiorenne, la cui posizione sarà valutata dall’autorità giudiziaria ordinaria.

I fatti risalgono allo scorso aprile, quando la famiglia del ragazzo si rivolse ai carabinieri denunciando il presunto sequestro. Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo – composto da ragazzi tra i 15 e i 16 anni – avrebbe organizzato nei dettagli la messinscena: il giovane “ostaggio” sarebbe stato legato con nastro adesivo a un palo, immobilizzato a gambe, braccia e petto, mentre gli altri riprendevano la scena con un cellulare.

Durante una videochiamata alla madre, uno dei presenti avrebbe intimato di consegnare 20mila euro per la liberazione del figlio, minacciando in caso contrario di ucciderlo. Per rendere credibile il ricatto, i ragazzi avrebbero simulato anche un pestaggio. La richiesta di denaro sarebbe poi scesa prima a 10mila e infine a 5mila euro.

Il finto rapimento sarebbe stato inscenato nella zona collinare del Parco che conduce al convento di Sant’Andrea. Le indagini dei carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore hanno permesso di localizzare il luogo fissato per la consegna del denaro, individuato nel piazzale dello stadio comunale. Qui i militari hanno intercettato due auto con a bordo diversi giovani, bloccando il gruppo.

Dagli interrogatori, condotti separatamente, è emersa la ricostruzione completa del piano, che – secondo le accuse – sarebbe stato ideato proprio dal 15enne poi finto sequestrato. Nei mesi successivi i minori sono stati nuovamente ascoltati dalla Procura minorile, fino alla richiesta di rinvio a giudizio.

Ora la parola passa al giudice per l’udienza preliminare, che dovrà decidere se disporre il processo o valutare eventuali riti alternativi o percorsi di messa alla prova.

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