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sabato, 8 Agosto, 2026
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A Stio la presentazione de “L’Idioma Perduto” di Mario Infante, sostenuta dalla Banca Monte Pruno

A Palazzo Pasca una sala gremita per la presentazione de “L’Idioma Perduto” di Mario Infante. Tra proverbi, modi di dire e memoria orale, una comunità si ritrova nelle parole dei propri padri. A Stio, la sera del 6 agosto, non si è presentato soltanto un libro. È tornata a farsi sentire una lingua che rischia di sopravvivere nei ricordi di chi l’ha parlata. Nelle stanze dello storico Palazzo Pasca, una sala gremita ha accolto la presentazione de L’Idioma Perduto di Mario Infante, volume che raccoglie parole, espressioni, proverbi e modi di dire legati alla storia e alla cultura del territorio. Un appuntamento promosso dal Comune di Stio con il sostegno della Banca Monte Pruno, che ha assunto rapidamente il carattere di qualcosa di più di una semplice serata letteraria. Perché quando una parola antica viene pronunciata dopo anni di silenzio, non torna in vita soltanto un termine. Torna un modo di guardare il mondo. Tornano gesti, consuetudini, persone, lavori, stagioni. Torna, soprattutto, una parte della memoria collettiva.

È questo il filo che ha attraversato l’incontro, accolto nella cornice di Palazzo Pasca dall’avvocato Alessandro Pasca, che ha fatto gli onori di casa e coordinato i lavori. Dopo i saluti del sindaco di Stio, Giancarlo Trotta, e del presidente della BCC Monte Pruno, Michele Albanese, il confronto si è concentrato sul significato dell’opera di Infante e sulla necessità di non lasciare che il patrimonio linguistico delle comunità locali venga lentamente consumato dall’oblio. Una lingua non è mai un insieme di vocaboli, possono esserci una casa, una piazza, un mestiere, una famiglia. Può esserci il modo in cui una generazione ha imparato a ridere, a rimproverare, a raccontare la fatica e persino a spiegare il mondo ai propri figli. Per questo la ricerca di Mario Infante acquista un valore che supera la dimensione filologica e approda direttamente a quella identitaria.

Il momento più partecipato della serata è arrivato quando il pubblico è diventato parte integrante della presentazione. Dalle sedie della sala sono arrivate voci diverse, chiamate a leggere proverbi, modi di dire ed espressioni raccolti nel volume. Parole che sulla pagina possono apparire come reperti linguistici e che, pronunciate da chi ancora ne conosce il suono, hanno ritrovato improvvisamente la loro dimensione originaria. Infante ha accompagnato quelle letture con spiegazioni, curiosità e riferimenti al contesto nel quale quelle espressioni erano nate e venivano utilizzate.

La serata ha avuto un’ultima appendice nel cortile di Palazzo Pasca, dove il confronto è proseguito durante il rinfresco. Relatori, amministratori e cittadini hanno continuato a discutere in un clima informale, quasi a confermare che il tema della memoria non si esaurisce quando cala il sipario su un evento culturale.

A sottolineare il significato dell’iniziativa è stato Michele Albanese, presidente della Banca Monte Pruno, che ha richiamato il valore delle parole e delle tradizioni nella costruzione dell’identità dei territori. Albanese ha evidenziato come sostenere appuntamenti di questo genere significhi contribuire a mantenere vivo il rapporto tra passato e presente, sottolineando anche la straordinaria partecipazione registrata a Palazzo Pasca.

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