Più di settemila lucani hanno aderito alla campagna di screening per il tumore alla prostata avviata dalla Regione Basilicata. È il dato emerso nella conferenza stampa che ha fatto il punto sui primi sei mesi di attività: 7.071 questionari compilati, con una partecipazione significativa sia tra i 45-49 anni (802 adesioni) sia nella fascia 50-70 anni (5.573).

Sul piano operativo sono stati eseguiti 3.871 test del PSA, 481 visite urologiche e 217 risonanze magnetiche di approfondimento. Ventisei i casi positivi alla diagnostica per immagini; 19 pazienti hanno effettuato risonanza multiparametrica e biopsia, mentre 11 sono già stati sottoposti a intervento chirurgico.
L’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, ha parlato di “risultato importante per la salute pubblica”, sottolineando che intercettare la malattia in fase precoce aumenta le possibilità di cura e riduce l’impatto sulla qualità della vita. La prevenzione, ha aggiunto, rappresenta un investimento che salva vite e contiene i costi sanitari futuri.
Il progetto è coordinato dall’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo, in collaborazione con Asp, Asm e Irccs Crob, secondo un modello integrato che mette in rete laboratorio analisi, urologia e radiologia.
Per il direttore generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera, i numeri confermano l’efficacia di un percorso strutturato e multidisciplinare, con presa in carico completa del paziente. Lo screening gratuito, esteso anche a fasce considerate a rischio, si inserisce come esperienza innovativa nel panorama nazionale, rafforzando la strategia regionale sulla diagnosi precoce.














