Arriva lo stop dell’Unione Europea al raddoppio delle importazioni di olio tunisino a dazio zero. Una decisione accolta con favore dagli olivicoltori della Campania, che vedono scongiurato il rischio di un forte aumento di prodotto a basso costo sul mercato europeo.


A renderlo noto è Coldiretti Campania, che sottolinea come la Commissione europea abbia respinto la proposta del governo tunisino di portare a 100mila tonnellate annue il contingente di esportazione agevolato. Il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen ha chiarito in una lettera che non sono previste ulteriori concessioni commerciali per l’olio d’oliva.
Secondo Coldiretti e Filiera Italia, l’aumento delle importazioni avrebbe favorito traffici poco trasparenti e penalizzato fortemente i produttori italiani, già alle prese con costi di produzione elevati. Il direttore di Coldiretti Campania Salvatore Loffreda parla di un risultato importante per il comparto agricolo regionale.

Negli ultimi anni, spiegano dall’organizzazione agricola, l’arrivo di olio tunisino è cresciuto di circa il 40 per cento, con un prezzo medio di circa 3,5 euro al chilo. Una concorrenza difficile da sostenere per gli olivicoltori italiani, spesso costretti a vendere sotto i costi di produzione.
Coldiretti chiede inoltre che i prodotti importati rispettino gli stessi standard imposti agli agricoltori europei, anche per quanto riguarda l’uso di pesticidi vietati nell’Unione.
La decisione dell’Europa arriva in un momento di crescita per l’olivicoltura campana. Con oltre 70mila ettari coltivati, la regione si conferma tra le realtà più importanti del settore in Italia, posizionandosi al sesto posto a livello nazionale per produzione.
Tra le varietà più diffuse sul territorio figurano Pisciottana, Caiazzana, Carpellese, Rotondella e Minucciola, simboli di una tradizione olivicola che negli ultimi anni sta puntando sempre di più sulla qualità e sulla valorizzazione del prodotto.














