A giudizio, per il presunto scambio elettorale politico mafioso, l’ex sindaco di Capaccio Paestum, Franco Alfieri e l’imprenditore Roberto Squecco. Sotto processo anche Stefania Nobili, ex moglie di Squecco, imputata per la stessa ipotesi di reato. A deciderlo la gup di Salerno che ha rinviato a giudizio anche Michele Pecora, Antonio Bernardi (dipendente dell’ufficio cimiteriale di Capaccio Paestum e, il secondo, appartenente alla Polizia municipale capaccese) e Domenico De Cesare. L’inizio del dibattimento il 6 maggio.
Condannati, in abbreviato, Antonio Cosentino e Vincenzo De Cesare a 4 anni di reclusione (il primo) e 2 anni e 8 mesi il secondo.
Secondo l’accusa in occasione della consultazione elettorale per le amministrative di giugno 2019, tra l’ex sindaco di Capaccio Paestum Franco Alfieri l’imprenditore capaccese Roberto Squecco e l’ex moglie di quest’ultimo, Stefania Nobili (consigliera comunale all’epoca dei fatti contestati) sarebbe stato stretto “un patto” finalizzato a raccogliere voti in favore di Alfieri: “promessa garantita” – si legge nella richiesta di rinvio a giudizio – dalla “diretta candidatura, in una delle liste a sostegno di Alfieri, della Nobili”.
