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lunedì, 25 Maggio, 2026
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Giustizia a rischio nel Sud. La beffa: dopo la chiusura del Tribunale di Sala Consilina, ora rischia anche quello di Lagonegro

Una mappa preoccupante quella che emerge dai dati ufficiali del Decreto ministeriale del 14 settembre 2020: il sistema giudiziario italiano continua a mostrare profonde fragilità, soprattutto nel Mezzogiorno. È nel Sud continentale che si concentra una delle situazioni più critiche, con ben 19 tribunali a rischio chiusura a causa della carenza di magistrati, tra giudici e pubblici ministeri.

Il criterio indicato dall’Associazione Nazionale Magistrati è chiaro: sotto i 30 giudici o i 10 PM, un tribunale entra in una zona di rischio strutturale. E proprio questi parametri risultano disattesi in gran parte degli uffici giudiziari meridionali.

Particolarmente delicata la situazione tra le province di Salerno e Potenza, dove si registrano casi emblematici. Il tribunale di Lagonegro, in Basilicata, conta appena 19 giudici e 5 PM, numeri ben al di sotto della soglia di sicurezza. Una condizione che riaccende le polemiche dopo la riorganizzazione del 2013, quando il tribunale di Sala Consilina venne accorpato proprio a Lagonegro.

Una scelta che, a distanza di anni, viene oggi messa in discussione dagli operatori del settore, in particolare degli avvocati dell’ex foro di Sala Consilina: “Ci hanno spostato tutti in una struttura più piccola che sta vivendo le stesse criticità”.

Non va meglio nel Cilento. Anche il tribunale di Vallo della Lucania, in provincia di Salerno, risulta sotto organico con 14 giudici e appena 4 PM. Una situazione che rischia di compromettere l’accesso alla giustizia in un territorio già complesso dal punto di vista geografico e infrastrutturale.

Ma l’allarme non si ferma ai tribunali di primo grado. Secondo i parametri normativi che regolano l’organizzazione giudiziaria, la tenuta delle Corti d’Appello dipende anche dal numero e dalla funzionalità dei tribunali del distretto. In questo scenario, un eventuale ridimensionamento o accorpamento di presidi come Lagonegro e Vallo della Lucania potrebbe avere ripercussioni dirette anche sulla Corte d’Appello di Salerno.

Un effetto domino che rischia di indebolire l’intero sistema della giustizia.

Il quadro complessivo del Sud è allarmante: dalla Campania alla Calabria, passando per Basilicata, Molise e Abruzzo, quasi tutti i tribunali risultano sotto le soglie minime. In molti casi, la carenza riguarda sia i giudici che i pubblici ministeri, aggravando ulteriormente i tempi dei procedimenti e l’efficienza complessiva del sistema.

A rendere ancora più critica la situazione è il dato reale sulla copertura degli organici: sebbene i numeri ufficiali si riferiscano ai posti previsti, nella pratica si registra una scopertura media tra il 10% e il 15%. Questo significa che la situazione effettiva nei tribunali è spesso peggiore di quanto già emerga sulla carta.

Il rischio, sempre più concreto, è quello di una nuova stagione di accorpamenti e chiusure, con conseguenze pesanti soprattutto per le aree interne del Mezzogiorno. Territori come il Cilento, il Vallo di Diano e l’entroterra lucano potrebbero trovarsi ancora più lontani dai presidi di legalità, con un impatto diretto su cittadini, imprese e professionisti.

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