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venerdì, 17 Aprile, 2026
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Tribunale di Lagonegro a rischio chiusura. L’allarme di Libera: “Colpo alla legalità nel territorio”

Il Tribunale di Lagonegro rischia la chiusura. È l’allarme lanciato dall’Associazione Nazionale Magistrati, secondo cui la sede rientrerebbe tra gli 87 tribunali italiani, su 139, considerati privi di numeri sufficienti per continuare a operare.

Attualmente il presidio può contare su un organico di 19 giudici e 5 pubblici ministeri, ma ciò non basterebbe a garantirne la permanenza nel sistema giudiziario nazionale.

Forte la preoccupazione espressa dal Presidio Libera Lagonegrese e dal coordinamento regionale di Libera, che parlano di una decisione con conseguenze pesantissime per il territorio.

“La scomparsa di un presidio di legalità così importante non rappresenta solo un problema logistico – sottolineano – ma un grave indebolimento della presenza dello Stato in un’area già fragile”.

Il timore è che la chiusura del tribunale possa avere ripercussioni dirette anche sulla lotta alla criminalità organizzata, in un contesto territoriale strategico e delicato.

Una prospettiva resa ancora più preoccupante dal fatto che, negli anni scorsi, è già stato chiuso il Tribunale di Melfi, nell’area del Vulture.

Secondo quanto denunciato, la riorganizzazione della geografia giudiziaria coinvolgerebbe anche altri presìdi del Mezzogiorno, tra cui Tribunale di Matera, Tribunale di Vallo della Lucania, Tribunale di Paola, Tribunale di Lamezia Terme, Tribunale di Crotone e Tribunale di Vibo Valentia.

Libera contesta anche il principio degli accorpamenti, ritenuti inefficaci: anziché migliorare il servizio, rischierebbero di allontanare la giustizia dai cittadini, aumentando i costi e allungando i tempi dei procedimenti.

Sulla stessa linea anche gli avvocati del foro di Lagonegro, l’Ordine dei Commercialisti e i rappresentanti locali della magistratura.
Tutti concordano nel ritenere questa ipotesi un passo indietro per l’accesso alla giustizia.

Il territorio, inoltre, presenta caratteristiche geografiche particolari.
Si tratta di un’area di confine tra Campania, Basilicata e Calabria, attraversata da importanti arterie come l’autostrada A2 del Mediterraneo.

Per questo, più che una riduzione, viene chiesto un rafforzamento del presidio giudiziario.

“La presenza dello Stato non si misura solo con numeri – concludono da Libera – ma con la vicinanza concreta ai cittadini. La legalità ha bisogno di presìdi di prossimità”.

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