Segnalazioni anonime e post circolati sui social hanno riportato all’attenzione il tema delle presunte molestie ai danni di alcune studentesse all’Università degli Studi di Salerno. A far emergere il caso è stata la pagina Instagram “Spotted.unisa”, dove diverse ragazze hanno raccontato episodi di comportamenti insistenti e domande personali da parte di uomini che si sarebbero presentati come addetti alla sorveglianza nell’area del terminal bus e delle biblioteche del campus.

Secondo le testimonianze, i presunti operatori avrebbero inizialmente posto domande generiche per poi arrivare a richieste più invasive, relative a orari di uscita e abitudini quotidiane delle studentesse. Alcune segnalazioni parlano di una situazione che andrebbe avanti da tempo e che avrebbe generato disagio e timore tra le giovani frequentatrici del campus.
Sulla vicenda è intervenuto il rettore dell’ateneo, Virgilio D’Antonio, annunciando l’avvio di verifiche interne per accertare la natura dei fatti segnalati e valutare eventuali responsabilità.
Nel frattempo, un gruppo di dipendenti dell’università ha diffuso una nota in cui viene espresso apprezzamento per le misure già adottate dall’ateneo in materia di tutela e prevenzione, tra cui sportelli di ascolto, figure di riferimento contro le discriminazioni e servizi di supporto psicologico. Nello stesso documento si sottolinea però la necessità di garantire la stessa attenzione anche alle condizioni di lavoro del personale tecnico-amministrativo-bibliotecario.
Nel testo viene ribadito che ogni forma di violenza, abuso o comportamento lesivo della dignità deve essere condannata senza ambiguità, ma al tempo stesso si richiama l’esigenza di un approccio equilibrato, basato su accertamenti rigorosi e garanzie per tutte le parti coinvolte.
Il gruppo di dipendenti evidenzia inoltre come il tema del rispetto non debba essere affrontato in modo selettivo, ma esteso all’intera comunità accademica, includendo studenti, docenti e personale amministrativo. Viene infine richiamata la necessità di prevenzione, ascolto e gestione trasparente dei conflitti interni, per evitare che situazioni di disagio si trasformino in tensioni strutturali.