I quattro braccianti uccisi nel rogo sulla Statale 106 lavoravano nei campi di Scanzano Jonico

La drammatica uccisione di quattro giovani lavoratori agricoli, avvenuta nei giorni scorsi lungo la Statale 106 Jonica, ad Amendolara, trafigge ancora una volta il mondo del lavoro nei campi e riporta al centro del dibattito il fenomeno dello sfruttamento della manodopera straniera.

Le vittime, tre cittadini afghani e un pakistano di età compresa tra i 19 e i 29 anni, erano impiegate nelle campagne di Scanzano Jonico, in Basilicata, uno dei principali poli agricoli del Metapontino. I quattro sono morti in seguito a un violento episodio avvenuto all’interno di un’area di servizio nel territorio di Amendolara, in Calabria.

Secondo le prime ricostruzioni investigative, alla base del delitto potrebbero esserci contrasti legati all’attività lavorativa e alle condizioni economiche dei braccianti. Gli inquirenti stanno approfondendo ogni aspetto della vicenda per chiarire il movente e ricostruire con precisione la dinamica dei fatti.

La Polizia di Stato ha sottoposto a fermo due cittadini pakistani, ritenuti gravemente indiziati di omicidio plurimo aggravato. Fondamentali per le indagini sarebbero state le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza dell’area di servizio, che avrebbero documentato momenti decisivi dell’accaduto.

Nel tragico episodio è rimasto ferito anche un altro lavoratore straniero, riuscito a sottrarsi alle fiamme ma riportando ustioni. Le conseguenze avrebbero potuto essere ancora più gravi: il rogo si è sviluppato in una zona particolarmente frequentata e nelle immediate vicinanze di impianti di carburante, con il concreto rischio di provocare una tragedia di dimensioni ben maggiori.

Intanto, nelle campagne di Scanzano Jonico la raccolta agricola prosegue regolarmente. Tra gli operatori del settore prevale il silenzio, mentre la Procura di Castrovillari continua il lavoro investigativo per fare piena luce sulla vicenda.

L’episodio riaccende però i riflettori su una questione che da anni interessa numerose aree agricole del Mezzogiorno: quella del caporalato e delle condizioni di vita e di lavoro di molti braccianti stranieri. Un fenomeno che, nonostante controlli e interventi legislativi, continua a rappresentare una delle principali emergenze sociali nelle campagne italiane.

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