Violeta, uccisa a Sala Consilina nel 2018. A Salerno l’evento conclusivo del progetto che porta il suo nome contro la violenza sulle donne

Si è tenuto ieri, presso l’ASD Marina di Salerno, l’evento conclusivo del progetto “Violeta: emersione, protezione e sensibilizzazione per la libertà e l’autodeterminazione delle donne in uscita dalla violenza”, promosso dall’Associazione Differenza Donna e sostenuto da Fondazione CON IL SUD.

Un momento di restituzione, confronto e condivisione dei risultati raggiunti sul territorio nel contrasto alla violenza maschile contro le donne, ma anche un’occasione per celebrare il quinto anniversario del Centro Antiviolenza Leucosia.

Il progetto prende il nome da Violeta Sanciu, uccisa dal partner a Sala Consilina nel 2018, e nasce con l’obiettivo di contrastare la violenza attraverso un approccio integrato che mette al centro accoglienza, sostegno, autonomia e autodeterminazione delle donne nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza.

Ad aprire i lavori i saluti istituzionali del presidente dell’ASD Marina d’Arechi, Domenico Paolillo, dell’avvocato Tommaso Maioriello, responsabile dell’Ambito Sociale, e dell’assessora alle Pari Opportunità della Regione Campania, Claudia Pecoraro.

Tra le relatrici sono intervenute la presidente di Differenza Donna, Elisa Ercoli, la dottoressa Michela Masucci, responsabile del CAV Leucosia e tra le principali referenti del progetto insieme a Katia Pafundi, responsabile del Centro Aretusa di Atena Lucana. Presente anche la dottoressa Lucia Chiappetta, operatrice storica del CAV Leucosia che ha curato la parte di orientamento al lavoro, e l’avvocata Nadia Mandara, nuova responsabile del centro. Il convegno è stato moderato dall’avvocata Valentina Gasaro, legale di Differenza Donna.

Il progetto “Violeta” ha sviluppato diverse linee di intervento: formazione alla rete territoriale — coinvolgendo assistenti sociali e Questura — e percorsi educativi nelle scuole rivolti a studenti e studentesse, genitori e docenti. Centrale anche il percorso di orientamento al lavoro per le donne accolte: tre corsi gratuiti di informatica, inglese e sicurezza sul lavoro e l’attivazione di 15 tirocini retribuiti. Alcune donne hanno ottenuto la proroga del tirocinio, altre un’assunzione, segnando un passo decisivo verso l’autonomia economica.

Un aspetto cruciale, perché la dipendenza economica rappresenta uno degli ostacoli principali nei percorsi di uscita dalla violenza. Favorire l’inserimento lavorativo significa rafforzare concretamente la libertà e l’autodeterminazione.

Nel corso della serata, l’ASD Marina d’Arechi ha omaggiato le istituzioni intervenute e i tre Centri antiviolenza — nelle persone di Katia Pafundi, Erminia Maiorino e Nadia Mandara — con un dono simbolico.

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