Stop al lavoro all’aperto durante le ore più calde della giornata per tutelare la salute dei lavoratori esposti alle alte temperature. È quanto prevede l’ordinanza urgente firmata dal presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che introduce il divieto di svolgere attività lavorative all’esterno nelle fasce orarie a maggiore rischio termico.
Il provvedimento entra in vigore immediatamente e resterà valido fino al 15 settembre 2026. L’obiettivo è prevenire i gravi rischi per la salute connessi alle ondate di calore, tra cui colpi di calore, disidratazione e stress termico, fenomeni che durante il periodo estivo possono mettere seriamente a rischio l’incolumità di operai, braccianti e lavoratori impegnati in attività fisicamente intense all’aperto.
L’ordinanza scatterà nei giorni e nelle aree in cui la piattaforma previsionale Worklimate, sviluppata da INAIL e CNR, segnalerà un livello di rischio “alto” per i lavoratori esposti al sole. In tali circostanze sarà vietato lavorare all’aperto dalle ore 12.30 alle ore 16.

La misura interessa numerosi comparti produttivi, tra cui l’agricoltura, il florovivaismo, l’edilizia, il settore forestale, le cave e le attività estrattive, la logistica e la movimentazione merci in aree esterne, la manutenzione stradale e ferroviaria e tutte le attività che comportano una prolungata esposizione ai raggi solari.
L’ordinanza richiama inoltre le aziende al rispetto degli obblighi previsti dalla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. I datori di lavoro dovranno adottare specifiche misure organizzative per ridurre i rischi derivanti dal caldo, tra cui la rimodulazione degli orari di lavoro, l’organizzazione di pause in aree ombreggiate o climatizzate, la disponibilità costante di acqua fresca, la fornitura di indumenti adeguati e una corretta informazione ai lavoratori sui comportamenti da adottare durante le ondate di calore.
Sono previste deroghe esclusivamente per attività di emergenza e di pubblica utilità. Potranno infatti proseguire le operazioni della Protezione Civile, gli interventi urgenti finalizzati alla tutela della pubblica incolumità e i cantieri di pubblica utilità la cui sospensione potrebbe determinare situazioni di pericolo per persone o cose. Anche in questi casi dovranno essere garantite adeguate misure di protezione per gli operatori.
Per assicurare il rispetto delle disposizioni, la Regione ha previsto un sistema di controlli affidato alle Aziende Sanitarie Locali, all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, ai Comuni e agli altri organismi competenti. L’ordinanza è stata trasmessa alle Prefetture, alle amministrazioni comunali, alle organizzazioni sindacali e alle associazioni datoriali affinché venga applicata in maniera uniforme su tutto il territorio regionale.