Nella notte del 30 giugno a Caserta, i carabinieri della Stazione di Montemilone (in provincia di Potenza), con il supporto operativo dell’Arma territorialmente competente, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari con dispositivo elettronico di controllo, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Potenza su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di due trentenni di nazionalità egiziana, entrambi gravati da precedenti di polizia. Al termine delle formalità di rito, i soggetti sono stati ristretti presso i rispettivi domicili in regime di custodia cautelare.
Il provvedimento restrittivo rappresenta il coronamento di una tempestiva e complessa attività d’indagine dei militari della Stazione Carabinieri di Montemilone. I fatti si riferiscono a un episodio avvenuto a Montemilone lo scorso 25 aprile ai danni di un’anziana. Nella circostanza, i malviventi avevano messo in atto la consolidata e insidiosa tecnica d’inganno del “finto nipote”, inducendo la vittima, attraverso una combinazione di pressioni psicologiche e falsi pretesti emergenziali, a consegnare una consistente somma di denaro e oggetti di valore, prima di dileguarsi e tentare di far perdere le proprie tracce nei territori limitrofi. Il successo dell’operazione nasce dal costante raccordo tra le direttive investigative impartite da Procura lucana e l’efficace proiezione operativa dei carabinieri sul territorio. Le indagini sono scattate subito dopo la commissione del reato, indirizzando le attività di ricerca e coordinando gli accertamenti interregionali che hanno interessato le province di Potenza, Avellino e Caserta. Nonostante le cautele adottate dagli indagati per assicurarsi l’anonimato, la certosina attività di ricostruzione dei movimenti e lo sviluppo di mirati riscontri info-investigativi, hanno consentito di ricostruire i movimenti degli odierni indagati incastonandoli in un quadro indiziario delineato da elementi di evidente reità a loro carico.















