Cori e insulti, il ricordo di Carlo Falvella con il saluto fascista al grido “Camerata” e gli antifascisti con striscioni e in contromanifestazione che ribadiscono che “Salerno resiste”. Nessuno scontro fisico e sistema di sicurezza che è funzionato alla perfezione. Uno dei momenti topici è stato alle 16 sotto Palazzo Guerra, per la presentazione del libro “E me ne vanto” con l’arrivo sia dei militanti di destra – nel Salone dei marmi ci sono, oltre al consigliere comunale Gherardo Maria Marenghi e al senatore Domenico Gramazio, anche il consigliere regionale Roberto Celano e il consigliere comunale Gabriele Casaburi – che quelli di sinistra. A dividerli c’è via Roma e due cordoni delle forze dell’ordine. A un certo punto si sfiora un contatto, prontamente sventato dagli agenti schierati
Gli antifascisti si fermano in piazza 25 Aprile, lo slargo che Prefettura e Questura avevano negato come fatto preventivo, stante la vicinanza di via Velia, che è stato l’epicentro dell’intera giornata di ieri per la presenza delle stele commemorativa eretta dal Comune di Salerno qualche anno fa. Ma gli antifascisti restano in presidio lì fino alle 21.30 circa, quando anche dall’altra parte i manifestanti di CasaPound rompono le righe e iniziano a disperdersi. Mentre gli antifascisti – prima sotto al Comune e poi in piazza ci sono anche i rappresentanti istituzionali come il deputato Franco Mari e i consiglieri comunali Lanocita e Giso Amendola – presidiano la piazza, in via Velia c’è la prima cerimonia per Carlo. Per questioni di sicurezza viene permesso solo a tre persone di scendere per l’apposizione.
La propone l’associazione Tradizione futuro che ha chiesto ai propri iscritti di non affollare eccessivamente la zona, come da richiesta delle istituzioni non elettive. Un minuto di raccoglimento, la deposizione di una corona e lo sguardo proteso verso la stele che ricorda il giovane militante ucciso. È da pochi minuti terminata una funzione religiosa commemorativa per Carlo Falvella, organizzata nella chiesa del Sacro Cuore, e all’esterno iniziano a spuntare e compattarsi i militanti di CasaPound. Dopo una mediazione con le forze dell’ordine, a percorrere tutto il Corso fino all’intersezione con via Velia. Qui si schierano, prendono tra le mano le fiaccole, c’è uno striscione dedicato a Carlo Falvella, una bandiera tricolore arricchita da un drappo nero. L’appello ai camerati è scandito da un militante, tutti guardano fisso lo striscione rosso con scritte nere che celebra Falvella. Dopo poco, dopo “l’attenti” Carlo viene ricordato con un saluto romano.
