“L’obiettivo che accomuna entrambi i ruoli è quello di far rispettare con autorevolezza le regole”. La storia del ventiseienne fischietto Bruno Tierno, Sezione di Sala Consilina, è qualcosa di insolito che sollecita varie riflessioni sull’essere arbitro, figura imparziale e integerrima che si riflette nella propria quotidianità, nel suo caso nel ruolo che riveste nel Comune di residenza, Sant’Angelo a Fasanella. La sua storia è stata ripresa anche dall’associazione arbitri nazionali.
“Bruno è sindaco di questo ridente borgo, dal 26 maggio dello scorso anno. Un impegno considerevole, che però non lo ha mai distolto dall’attività arbitrale, che svolge in modo metodico e con grande passione”, scrivono dall’Aia. Un percorso, iniziato nel 2016 e appena coronato con la promozione in Serie C, per la propria soddisfazione e per quella della sua Sezione, con presidente Manuel Robilotta. I tanti allenamenti, riunioni di giunta e civici consessi, nonché l’impegno didattico tra video call e raduni in presenza, profuso in quattro anni di Serie D, “sono la chiara testimonianza di come Bruno riesca non solo a gestire le risorse umane, ma anche ciò che non sempre è facile da gestire: il suo tempo, con una mentalità ferrea e vincente, indispensabile per superare ostacoli e imprevisti giornalieri”.
“Così come sul campo essere il primo cittadino di un comune ti impegna nella gestione delle persone. Sia durante la prestazione arbitrale sia in municipio bisogna essere equi e imparziali – ha aggiunto Tierno – per garantire il corretto funzionamento di ciò che ti succede intorno. Sul terreno di gioco si ha a che fare con calciatori e dirigenti, nel ruolo di sindaco con dipendenti, responsabili degli uffici comunali e cittadini, ma l’obiettivo non cambia: tutto deve funzionare bene”.
