
Franco Alfieri non è più agli arresti domiciliari. La prima sezione penale del Tribunale di Salerno ha accolto l’istanza presentata dai suoi legali, revocando la misura cautelare e disponendo nei confronti dell’ex sindaco di Capaccio Paestum e già presidente della Provincia di Salerno l’obbligo di dimora nel comune di Torchiara.
Alfieri era stato raggiunto dalla misura cautelare nell’ambito dell’inchiesta sul presunto scambio elettorale politico-mafioso relativo alle elezioni amministrative del 2019. Dopo aver trascorso 26 giorni nel carcere di Fuorni, era stato trasferito agli arresti domiciliari, misura rimasta in vigore per circa venti mesi.
La decisione del collegio giudicante modifica quindi il regime cautelare, consentendo ad Alfieri di lasciare la propria abitazione, pur nel rispetto delle prescrizioni previste dall’obbligo di dimora.
Restano però aperti i procedimenti giudiziari che lo vedono coinvolto. Davanti al Tribunale di Vallo della Lucania è imputato nel processo relativo agli appalti della pubblica illuminazione, dove deve rispondere, a vario titolo, di turbata libertà degli incanti, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e falso ideologico.
Parallelamente, davanti al Tribunale di Salerno è in corso il processo sul presunto patto elettorale con Roberto Squecco. L’ex amministratore risulta inoltre indagato nell’inchiesta riguardante il sottopasso di Paestum e il presunto annullamento illecito di verbali della Polizia Municipale. Oltre ai due procedimenti già in corso, Alfieri risulta inoltre indagato nell’inchiesta sul sottopasso di Paestum e in quella relativa alle presunte multe annullate dalla Polizia Municipale.