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mercoledì, 22 Luglio, 2026
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L’uomo misterioso in auto con Luca Esposito. Si infittisce il giallo di Eboli

E’ stata un’autopsia complessa quella effettuata sul corpo di Luca Esposito a causa della condizione in cui versano i resti della vittima del brutale omicidio scoperto all’alba di domenica a Eboli, in località Cioffi. La salma, al momento, resta ancora sotto sequestro anche alla luce del fatto che si attendono conferme dall’esame del Dna effettuato allo scopo di accertare, senza nessuna ombra di dubbio, che si tratti proprio del 53enne.

Per i risultati ufficiali dell’esame autoptico occorrerà aspettare ma le indicazioni venute fuori dal primo esame medico legale sono state sostanzialmente confermate. Nella mattinata di lunedì, infatti, il dottore Fiorentino Mondillo, direttore dell’Uoc di radiologia del Dea di Battipaglia-Eboli-Roccadaspide, aveva effettuato su richiesta della Procura una tac total body che non solo aveva svelato che Luigi non era stato colpito con un’arma da fuoco ma anche che era stato vittima di un pestaggio brutale.

Confermati i riscontri relativi a fratture alla clavicola sinistra e alle ossa nasali. Una frattura è stata rilevata anche nella zona pelvica e del bacino ma quella, emerge dalle valutazioni dei periti, potrebbe essere dovuta alla consunzione delle ossa nel corso del rogo. Non ci sarebbero, invece, lesioni legate a un eventuale strangolamento. Resta da chiarire se il decesso sia sopravvenuto prima o dopo che chi ha agito l’ha cosparso di liquido infiammabile e poi gli ha dato fuoco. L’ipotesi più plausibile è che con le fiamme si volessero distruggere tutte le prove.

Da un’analisi più approfondita delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della zona si vedrebbe che Luca in auto, quella sera, non era da solo. Con lui c’era un uomo. Cosa sia successo dopo dovranno accertarlo i carabinieri che da giorni, ormai, lavorano senza sosta alla ricerca di indizi che consentano di individuare ed assicurare alla giustizia chi si è macchiato di quella che continua a sembrare un’azione organizzata. Ma la vita di Luigi era decisamente meno “ordinaria” di quanto superficialmente potesse sembrare. Dopo l’Arpac e la Regione Campania, che hanno smentito qualunque rapporto lavorativo intercorso con la vittima (contrariamente a quanto lui raccontava a chi lo conosceva e lo frequentava) anche l’Ordine dei biologi ha fatto sapere che il 53enne non è mai risultato iscritto al loro albo professionale.

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