Una giornata capace di trasformare lo sport in un linguaggio universale, abbattendo barriere e costruendo ponti tra persone, storie e generazioni. Il Festival dello Sport Inclusivo, ospitato nella Villa Comunale “Paolo Borsellino”, ha regalato alla comunità di Sassano un evento intenso, partecipato e ricco di emozioni.

Tra momenti dedicati alla salute, incontri e musica, la manifestazione ha dimostrato come l’inclusione non sia soltanto uno slogan, ma una realtà che prende forma quando istituzioni, associazioni e cittadini scelgono di camminare nella stessa direzione. Ad aprire la serata è stato il momento istituzionale con gli interventi del sindaco Nicola Pellegrino, del consigliere delegato alla Salute Gianni Pellegrino, di Antonio Romanelli della Cooperativa Il Sentiero, del dottore Tommaso Pellegrino e del consigliere delegato allo Sport Pietro Bautti, che hanno ribadito il valore dello sport come strumento di crescita, benessere e inclusione sociale.
Il momento più intenso della serata è stato senza dubbio l’incontro con Stefano Tacconi, storico portiere della Juventus e della Nazionale italiana, protagonista di una testimonianza che è andata ben oltre il calcio. Tacconi, uno dei portieri più vincenti della storia del calcio italiano, dopo la grave emorragia cerebrale che lo ha colpito nel 2022 ha affrontato un lungo e difficile percorso di riabilitazione, tornando progressivamente alla vita pubblica con un messaggio di speranza e resilienza.
Le sue parole hanno commosso il pubblico. Non ha parlato soltanto delle vittorie conquistate sui campi di calcio, ma della partita più importante della sua vita: quella combattuta contro la malattia. Un racconto fatto di paura, forza, sacrificio e gratitudine verso la famiglia e i medici che lo hanno accompagnato nel percorso di recupero. Per qualche istante il silenzio ha avvolto la platea. Poi è arrivato un lungo e caloroso applauso, spontaneo, sincero.
Un applauso rivolto non al campione che ha alzato trofei con la Juventus, ma all’uomo che ha dimostrato come il vero coraggio sia trovare la forza di rialzarsi quando tutto sembra perduto. La sua presenza ha rappresentato il simbolo perfetto del Festival: lo sport non è soltanto competizione, ma anche solidarietà, inclusione e capacità di non arrendersi mai. L’evento è stato inoltre arricchito dalla conclusione del campo estivo ospitato a Palazzo Babino, un momento di festa dedicato ai più piccoli e alle loro famiglie. Tra sorrisi, giochi e attività condivise, bambini ed educatori hanno celebrato insieme la fine di un percorso estivo all’insegna della socializzazione, della crescita e del divertimento, confermando ancora una volta l’attenzione della comunità verso le nuove generazioni.
A chiudere una giornata già ricca di emozioni è stato il concerto di Gabriele Esposito, che ha trasformato la serata in una vera festa. Le sue canzoni hanno coinvolto il pubblico, che ha cantato fino all’ultimo brano, regalando al Festival un finale carico di energia e condivisione. Le luci del palco, le voci dei presenti e l’entusiasmo dei più giovani hanno fatto da cornice a un evento destinato a lasciare un ricordo speciale nella comunità sassanese. Il Festival dello Sport Inclusivo si chiude così con un successo di partecipazione e con un messaggio destinato a rimanere nel tempo: quando lo sport mette al centro le persone, ogni differenza diventa una ricchezza e ogni traguardo appartiene a tutti.