Meloni “guarda” al petrolio lucano, insorge il centrosinistra della Basilicata

Sulle estrazioni petrolifere “il Governo apre alla sostituzione delle Regioni”. Lo scrivono, in una nota congiunta, i consiglieri regionali della Basilicata di centrosinistra, i quali chiedono al governatore Vito Bardi (Forza Italia) “di andare subito in Aula a riferire e di valutare l’impugnazione del Decreto”. In particolare, i consiglieri di opposizione Alessia Araneo, Viviana Verri (M5S), Antonio Bochicchio (Avs-Psi-Bp), Angelo Chiorazzo e Giovanni Vizziello (Basilicata Casa Comune), Roberto Cifarelli (gruppo misto), Piero Lacorazza (Pd) e Piero Marrese (Basilicata democratica) sottolineano che “le preoccupazioni che avevamo espresso dopo le dichiarazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni sulla volontà di incrementare la produzione nazionale di petrolio e sul ruolo che, in questa prospettiva, dovrebbe avere la Basilicata oggi assumono un rilievo ancora maggiore”. “Non sosteniamo che – proseguono – la Basilicata sia stata commissariata né che con questo decreto siano state già autorizzate nuove trivellazioni”.

“Ma sarebbe altrettanto sbagliato ridurre la questione a una semplice modifica procedurale. prima la presidente del Consiglio indica esplicitamente la necessità di aumentare la produzione nazionale di petrolio richiamando le risorse presenti nel sottosuolo lucano. Subito dopo il Governo interviene sulle procedure relative alle attività estrattive, prevedendo anche la possibilità di sostituire la Regione qualora questa non esprima nei tempi la propria intesa.  Sono due fatti distinti, ma è inevitabile leggerli dentro lo stesso quadro di politica energetica nazionale. Ed è proprio per questo che il silenzio del Governo regionale non è più accettabile. Chiediamo innanzitutto al presidente Bardi di dire ai lucani se la Regione Basilicata sia stata informata preventivamente dell’iniziativa del Governo, se abbia avuto interlocuzioni con Palazzo Chigi o con i ministeri competenti e quale posizione abbia espresso. Ma chiediamo soprattutto che venga fatta immediatamente chiarezza sui procedimenti che riguardano il nostro territorio: quali istanze di prospezione, ricerca, perforazione o coltivazione siano attualmente pendenti in Basilicata, a quale fase siano giunte, quali richiedano l’intesa regionale e quali possano concretamente rientrare nell’ambito di applicazione delle nuove disposizioni”.

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