
Cento aziende agricole ispezionate, 23 risultate irregolari, 418 lavoratori controllati e sanzioni per complessivi 101.362 euro. È il bilancio delle attività condotte nel 2026 dalla Task force interistituzionale per il contrasto al caporalato e al lavoro irregolare in agricoltura, riunitasi questa mattina in Prefettura a Potenza sotto la presidenza del prefetto Michele Campanaro.
I controlli, avviati a marzo nell’ambito del progetto nazionale “A.L.T. Caporalato T.R.E. – Tutela, Resilienza ed Emersione”, si sono sviluppati nell’arco di sette settimane, con il coinvolgimento di più amministrazioni e professionalità specializzate.
Delle 100 imprese verificate, 23 hanno presentato irregolarità. Gli ispettori hanno individuato 12 lavoratori impiegati in nero e disposto la sospensione dell’attività per due aziende. Le sanzioni hanno riguardato anche violazioni in materia di salute e sicurezza, dalla sorveglianza sanitaria alla prevenzione del rischio da calore, fino alla conformità degli ambienti e alla sicurezza di macchinari e attrezzature.
Sul fronte della manodopera, i controlli hanno interessato 147 italiani, 28 cittadini comunitari e 243 lavoratori extracomunitari. Tra questi ultimi, i gruppi nazionali più numerosi sono risultati quelli provenienti dall’India, con 60 persone, dal Bangladesh, con 54, e dal Burkina Faso e dalla Tunisia, entrambi con 36 lavoratori. La componente maschile è stata prevalente, con 364 uomini contro 54 donne.
Nel corso delle verifiche non sono emerse ipotesi di reato riconducibili all’intermediazione illecita e allo sfruttamento del lavoro. Un dato che la Prefettura considera positivo, senza tuttavia escludere la necessità di proseguire con controlli costanti.
L’attività ispettiva ha interessato diverse aree della provincia, dal Vulture-Melfese alla Val d’Agri, dal Senisese al Lagonegrese e al Pollino, fino alla zona nord-occidentale del Potentino.
La Task force, istituita nel giugno 2022 su impulso del prefetto Campanaro, riunisce Forze di polizia, Ispettorato territoriale del lavoro, INPS, INAIL e Azienda sanitaria locale. Un modello integrato che punta a condividere informazioni e competenze, verificando sia la regolarità dei rapporti di lavoro sia il rispetto delle norme di sicurezza. Alle attività partecipano anche mediatori culturali dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni.
Il bilancio resta provvisorio: entro novembre sono previste altre due settimane di controlli, per completare il programma annuale e consolidare il monitoraggio delle condizioni lavorative nel settore agricolo.
“I risultati , ha sottolineato il Prefetto, confermano il valore di una strategia strutturata, fondata sulla collaborazione tra tutte le istituzioni impegnate nel mondo del lavoro agricolo. L’assenza di reati riconducibili al caporalato è un dato positivo, ma non deve farci abbassare la guardia. Le irregolarità riscontrate dimostrano l’importanza di mantenere alta l’attenzione, soprattutto nei contesti più vulnerabili. Il nostro impegno è garantire i diritti dei lavoratori e condizioni di legalità e concorrenza leale per le imprese”.