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martedì, 13 Ottobre, 2026
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Sequestrato un cantiere vicino all’area archeologica di Velia ad Ascea: nel mirino un albergo

Sequestro preventivo per una struttura ricettiva in corso di realizzazione a Piana di Velia, nella frazione Marina di Ascea, in prossimità dell’area archeologica dell’antica città di Velia.

Il provvedimento è stato eseguito ieri dai militari del Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, su disposizione della Procura della Repubblica, in seguito al decreto emesso dal Gip del Tribunale di Vallo della Lucania.

L’edificio, insieme all’area di pertinenza, si estende su una superficie complessiva di circa 2.000 metri quadrati. Al centro dell’inchiesta ci sono le autorizzazioni amministrative rilasciate nel 2009 e nel 2018 per la realizzazione dell’opera.

Secondo l’ipotesi investigativa, i titoli edilizi sarebbero stati emessi in violazione della legge regionale numero 5 del 2005, che istituisce una zona di riqualificazione paesistico-ambientale intorno all’antica città di Velia.

La normativa vieta nuove opere edilizie e modifiche del territorio fino all’approvazione di un piano particolareggiato di riqualificazione, fatta eccezione per interventi conservativi e di restauro e per determinate opere pubbliche o di interesse pubblico, sottoposte a specifiche condizioni.

Per la Procura, la struttura alberghiera non sarebbe riconducibile alle opere di interesse pubblico e sarebbe inoltre priva dell’approvazione della Soprintendenza, prevista dalla legge nei casi consentiti.

Un ulteriore elemento riguarda la presunta inefficacia delle autorizzazioni: secondo gli accertamenti, i lavori non sarebbero iniziati entro un anno dal rilascio dei titoli. A sostegno di questa ricostruzione sarebbero state esaminate anche immagini satellitari.

L’indagine è partita dalla segnalazione dei Carabinieri del Parco, che hanno evidenziato possibili violazioni edilizie in un’area di particolare pregio storico, culturale e ambientale.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le ipotesi accusatorie dovranno essere verificate nel corso del giudizio e gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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