
Chi ha ucciso Walter Avallone e perché? Sono le domande al centro delle indagini sull’omicidio del vigilante di 55 anni, trovato morto nella sua Ford B-Max bianca nel parcheggio della baia di Trentova, ad Agropoli. A tre giorni dal delitto, i carabinieri continuano a raccogliere elementi utili per ricostruire la dinamica e individuare il responsabile. Particolare attenzione è rivolta alle immagini delle telecamere di videosorveglianza, comprese quelle private presenti nella zona. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, Avallone sarebbe arrivato nel parcheggio insieme a un’altra persona. La vittima sarebbe rimasta al posto di guida, mentre l’altro uomo avrebbe preso posto sul sedile del passeggero. Dopo pochi minuti sarebbe stato esploso il colpo di pistola che ha raggiunto il vigilante al collo, uccidendolo. L’altra persona si sarebbe poi allontanata a piedi. Dalle immagini già visionate emergerebbero ulteriori dettagli: il possibile assassino sarebbe stato ripreso mentre si allontanava con uno zaino, una borsa a tracolla e un berretto in testa. L’identità dell’uomo e il suo eventuale rapporto con la vittima restano da chiarire. Gli investigatori stanno ricostruendo gli spostamenti di Avallone nelle ore precedenti all’omicidio e approfondiscono la sua vita professionale. Il vigilante, separato e padre di due figlie, aveva una quotidianità fatta di turni, incarichi e contatti lavorativi che ora vengono passati al setaccio. L’inchiesta è coordinata dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania. L’autopsia, affidata al medico legale Adamo Maiese e prevista per martedì prossimo, dovrà fornire ulteriori elementi sulle cause e sull’ora della morte. Nelle scorse ore si era diffusa la notizia di un presunto fermo a Eboli, successivamente smentita. Allo stato, non risulta eseguito alcun fermo. Nel parcheggio di Trentova, teatro dell’omicidio, sono rimasti alcuni nastri utilizzati per delimitare l’area durante i rilievi. Intanto, i carabinieri indagano anche sulla violenta aggressione subita da Fabio Scariati, 50 anni, ex amministratore di Capaccio Paestum, trovato ferito nella notte tra domenica e lunedì sul litorale di Foce Sele. L’uomo sarebbe stato colpito da un proiettile a una gamba e picchiato. La sua Citroën è stata data alle fiamme e il rogo ha coinvolto anche uno stabilimento balneare vicino. Scariati è ricoverato all’ospedale di Eboli. I militari della Compagnia di Agropoli hanno inoltre sequestrato un’Audi Q5 di proprietà dell’uomo, ritrovata sul luogo dell’aggressione. Secondo quanto riferito, Scariati avrebbe dichiarato di non conoscere i suoi aggressori. Gli inquirenti sono al lavoro per individuare i responsabili e chiarire il movente.












