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sabato, 17 Ottobre, 2026
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Truffe agli anziani e riciclaggio da 150mila euro, due salernitani arrestati a Bolzano

Due cittadini residenti in provincia di Salerno sono stati raggiunti da ordinanze di custodia cautelare nell’ambito di un’inchiesta della Guardia di Finanza di Bolzano su una rete criminale transnazionale, accusata a vario titolo di truffa, riciclaggio e autoriciclaggio in concorso. Il giro di frodi avrebbe fruttato profitti illeciti per circa 150mila euro. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bolzano, ha portato complessivamente al coinvolgimento di sette persone, con posizioni riconducibili alle province di Salerno, Napoli e Bolzano. Al centro degli accertamenti un sistema articolato di raggiri ai danni di risparmiatori e società finanziarie, basato su tecniche consolidate e strumenti digitali utilizzati per rendere più difficile la ricostruzione dei flussi di denaro.

Uno dei metodi impiegati era quello del cosiddetto “finto carabiniere” o “finto bancario”. Le vittime venivano contattate da persone che si presentavano come appartenenti alle forze dell’ordine o funzionari di istituti di credito e segnalavano presunte operazioni sospette sui conti correnti. Sfruttando la preoccupazione dei risparmiatori, i truffatori convincevano a trasferire i propri risparmi su conti indicati come sicuri, ma in realtà riconducibili alla rete criminale. Una volta acquisito il denaro, scattava il meccanismo del riciclaggio. Le somme venivano spostate rapidamente attraverso una serie di operazioni bancarie, con trasferimenti verso conti italiani ed esteri oppure mediante prelievi in contanti, con l’obiettivo di ostacolarne la tracciabilità. Per movimentare i proventi illeciti sarebbero stati utilizzati anche prestanome, tra cui una donna residente a Bolzano.

Nel corso delle indagini sarebbe emersa anche un’evoluzione delle modalità operative. La rete avrebbe infatti fatto ricorso a identità digitali clonate, utilizzando sistemi SPID e diciture digitali contraffatte per richiedere e ottenere finanziamenti fittizi da società finanziarie. Un ulteriore filone che avrebbe ampliato il raggio d’azione delle attività illecite, affiancando alle truffe telefoniche operazioni realizzate attraverso strumenti informatici. Le Fiamme Gialle hanno eseguito le misure cautelari nei confronti dei due indagati salernitani e stanno procedendo anche all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca dell’intero profitto illecito contestato. Gli accertamenti proseguono per ricostruire nel dettaglio i ruoli dei sette soggetti coinvolti e i percorsi seguiti dal denaro, in un’inchiesta che ha messo in luce un sistema di frodi capace di combinare manipolazione psicologica delle vittime, movimentazioni finanziarie e uso fraudolento delle identità digitali.

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