
Si chiude con l’assoluzione dell’ex sindaco di Eboli, Massimo Cariello, il procedimento relativo alla presunta turbativa nella gestione delle politiche sociali e del Piano di Zona. Il giudice ha pronunciato la formula «perché il fatto non sussiste», in linea con la richiesta del pubblico ministero. L’inchiesta riguardava le procedure di affidamento e la gestione dei servizi sociali e dei fondi destinati al welfare del territorio. La sentenza, secondo quanto ricostruito, ha escluso la responsabilità di Cariello per l’accusa contestata.
L’ex primo cittadino ha commentato l’esito del processo con una lunga dichiarazione, nella quale ripercorre gli anni della vicenda giudiziaria e le conseguenze personali e politiche affrontate. «Oggi si è chiusa una pagina importante di una lunga vicenda giudiziaria che mi ha segnato profondamente: sono stato assolto perché il fatto non sussiste», ha dichiarato, definendo la sentenza «un punto fermo e una tappa importante di un percorso umano e giudiziario estremamente difficile».
Cariello ha sottolineato il peso delle contestazioni ricevute nel corso degli anni, sostenendo di aver affrontato «oltre 80 esposti» e «più di 40 procedimenti giudiziari». Nel bilancio da lui ricostruito indica 33 archiviazioni, cinque assoluzioni, due procedimenti ancora in corso e una condanna definitiva. «Non nascondo nulla, neppure quest’ultima», ha precisato, ribadendo di rispettare le decisioni della magistratura, pur mantenendo le proprie riserve su quella specifica vicenda.
L’ex sindaco ha inoltre rivendicato il lavoro svolto durante il mandato nelle politiche sociali, citando il potenziamento dell’assistenza, l’aumento delle assistenti sociali da nove a 22, il sostegno alle persone con disabilità e i progetti dedicati alle famiglie e ai soggetti più fragili. «Non ho mai permesso che le vicende giudiziarie cancellassero ciò che ho fatto per Eboli», ha affermato.
Nel suo messaggio ha ringraziato i legali Cecchino Cacciatore e Costantino Cardiello, oltre alle persone che gli sono rimaste vicine durante il percorso giudiziario. «Oggi mi tolgo un peso, ma non cancello le ferite né il prezzo umano che ho pagato e sto pagando», ha aggiunto.
Infine, Cariello ha ribadito la volontà di proseguire il proprio percorso personale e politico: «Vado avanti a testa alta, con rispetto per la magistratura e fiducia nelle istituzioni»














