
Niente ergastolo per i fratelli Celso, accusati dell’omicidio di Mario Solimeno, il 29enne artigiano ucciso dopo un agguato a colpi di pistola nel rione Pescara, a Eboli. La Corte d’Assise di Salerno ha pronunciato la sentenza di primo grado, riconoscendo le responsabilità dei tre imputati ma escludendo le aggravanti della premeditazione e della recidiva.
Secondo le informazioni disponibili, Giuseppe Celso è stato condannato a 17 anni e 8 mesi di reclusione, mentre per i fratelli Felice e Gaetano la pena è di 14 anni e 8 mesi ciascuno. A Giuseppe vengono inoltre contestati e riconosciuti ulteriori reati, tra cui estorsione, tentato furto e rapina ai danni della sorella della vittima.
Una decisione che arriva al termine del processo per il delitto che ha profondamente segnato la comunità ebolitana. L’omicidio risale al 29 settembre 2022, quando Mario Solimeno si trovava in automobile insieme al fratello nel rione Pescara. In quell’occasione scattò l’agguato armato: il giovane venne raggiunto da un colpo di pistola alla testa, riportando gravissime lesioni che lo lasciarono paralizzato dal collo in giù.
Trasportato in ospedale e successivamente ricoverato al CTO di Napoli, Solimeno lottò per settimane tra la vita e la morte, fino al decesso, avvenuto dopo circa un mese.
Secondo la ricostruzione investigativa, alla base dell’agguato ci sarebbe stata una violenta faida tra gruppi di pusher rivali, in lotta per il controllo delle attività di spaccio di sostanze stupefacenti nel rione Pescara.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica e condotte dai Carabinieri del Comando provinciale di Salerno, portarono all’identificazione e all’arresto dei tre fratelli Celso, tutti già gravati da precedenti.
Con il deposito delle motivazioni della sentenza si apre ora una nuova fase giudiziaria. La Procura e le parti civili hanno annunciato l’intenzione di impugnare la decisione davanti alla Corte d’Assise d’Appello, contestando gli esiti del giudizio di primo grado.
La vicenda giudiziaria, dunque, non è ancora conclusa. Al centro del futuro processo d’appello ci saranno la valutazione delle responsabilità, il trattamento sanzionatorio e le aggravanti escluse in primo grado.














