E’ stata inaugurata ieri, nella Repubblica Democratica del Congo la sala d’attesa del presidio medico situato nel centro Don Bosco Ngangi di Goma con una targa intitolata a Elisa Claps, che aveva il sogno di diventare medico e operare in Africa. Come ha scritto più volte nel suo diario prima di essere uccisa da Danilo Restivo. Il progetto, voluto dalla famiglia Claps per onorare la memoria della ragazza e dare seguito al suo sogno, è stato realizzato grazie al contributo di quanti hanno effettuato una donazione economica in una gara di solidarietà partita un anno fa, all’indomani del trentennale

Trentuno anni fa, in una domenica di settembre, Elisa Claps scompare a Potenza. La ragazza ha 16 anni, verrà uccisa quello stesso giorno e il suo corpo rimarrà nascosto per 17 anni nel sottotetto della Santissima Trinità di Potenza, la chiesa di Via Pretoria, dove aveva incontrato il suo assassino, Danilo Restivo. Da quel 12 settembre del 1993 la famiglia di Elisa, la madre Filomena e i fratelli Gildo e Luciano, non hanno smesso un solo giorno di chiedere verità e giustizia. Anche dopo la condanna all’ergastolo di Danilo Restivo, non tutta la verità è stata svelata e soprattutto sono ancora tante le domande senza risposta e i dubbi.
A Potenza, ieri, alle 20, in contemporanea con la cerimonia di Goma, si è svolta un’iniziativa al Teatro Stabile di Potenza in memoria di Elisa alla presenza, oltre alla famiglia Claps, l’attore Gianmarco Saurino (Gildo nella fiction andata in onda su Rai Uno), Pablo Trincia giornalista e autore del podcast sulla storia di Elisa Claps, Jennifer Avakian, consigliera del Vis-Volontariato Internazionale per lo Sviluppo e Marianna Tamburrino referente del Presidio Libera Potenza. L’iniziativa è promossa al Comune di Potenza in collaborazione con Libera.
A fine serata è stato consegnato un camice da medico e uno stetoscopio a mamma Filomena che ha affermato. “Ho ritrovato la serenità, oggi dopo 31 anni”.













