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mercoledì, 29 Aprile, 2026
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Tre anni fa la morte di Dora Lagreca. Dopo le nuove perizie si attende la procura. L’avvocato: “Non fu suicidio”

Tre anni sono trascorsi da quella tragica notta, erano da poco trascorse le due, in cui morì Dora Lagreca. L’inchiesta è ancora aperta e si attende la decisione della Procura di Potenza dopo le recenti di perizie sulle ferite riportate dalla trentenne di Montesano sulla Marcellana e sulla dinamica della caduta. Secondo il difensore di Antonio Capasso, il fidanzato di Dora indagato per induzione al suicidio, si evincerebbe che non ci sia stata violenza. Parere diverso invece per l’avvocato Cristiana Coviello che tutela insieme a Renivaldo Lagreca la famiglia di Dora. “Innanzitutto – ha riferito – le ricostruzioni dei periti evidenziano che la versione fornita da Capasso non è compatibile, quindi avrebbe mentito”. E ancora. Per l’avvocato “la consulenza balistica conferma che la caduta è avvenuta a ‘candela’ con le spalle al vuoto. Non c’è stato alcun tuffo e quando Antonio Capasso racconta che Dora si è ‘slanciata repentinamente’ e ha fatto un balzo da quel muretto ha raccontato una versione non compatibile. L’ipotesi del suicidio va scartata”.

Poi il legale ha anche parlato di lividi sul corpo di Dora che possono essere legati “a dei segni di afferramento”. Nelle foto scattate quella sera nel locale – ha ancora spiegato l’avvocato – non si vedevano lividi”.

A breve la Procura di Potenza deciderà se chiedere per la terza volta l’archiviazione oppure dopo le nuove perizie chieda altro. E poi occorrerà attendere cosa farà, di conseguenza, la famiglia di Dora.

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