A soli 23 anni, Maria Torresi, originaria di Padula, ha deciso di rivoluzionare il mondo della liuteria con un approccio etico e sostenibile, sfidando le tradizioni secolari del settore. La sua scelta di abbandonare completamente l’uso di materiali di origine animale nella creazione di strumenti musicali l’ha resa un unicum in Italia, ma non senza difficoltà. Maria ha dovuto affrontare atti di bullismo e scetticismo prima di conquistare il rispetto e il sostegno di chi la circonda.

“Alcuni mi hanno derisa, ma i miei maestri mi hanno sostenuta, aiutandomi a trovare il mio percorso,” racconta Maria con voce ferma. Nonostante le difficoltà, la giovane liutaia non ha mai vacillato nel suo obiettivo: costruire strumenti cruelty-free e vivere di questa attività. Accanto al suo compagno Francesco Pizzuti, Maria ha già realizzato un violino vegano e chitarre classiche prive di materiali animali, e sta lavorando a una viola e a una chitarra acustica.
Dietro il successo di Maria ci sono anni di sacrifici e lavori saltuari: babysitter, cameriera, dogsitter. “Lavoro da quando avevo 15 anni e ho messo da parte risparmi per sostenere la mia formazione,” spiega. La sua passione per la liuteria è nata quasi per caso nel 2019, quando lei e Francesco hanno costruito la loro prima chitarra elettrica nel garage di casa. “Non era perfetta, ma ha funzionato, e in quel momento ho capito che volevo dedicarmi a questo mestiere,” ricorda.
Nel 2021, Maria e Francesco si sono trasferiti a Sesto Fiorentino per seguire corsi di liuteria. Qui, la giovane ha appreso le tecniche tradizionali, ma si è subito scontrata con le consuetudini del settore, che prevedono l’uso di materiali animali come colla d’ossa, crini di cavallo e osso bovino per il capotasto. “Non potevo accettarlo,” afferma Maria, che ha intrapreso una lunga ricerca per trovare materiali alternativi.
Maria ha sostituito il capotasto con il corian, un materiale sintetico dalle proprietà simili, e utilizza colle alifatiche e cere vegetali al posto di quelle di origine animale. Per gli archetti dei violini, al posto dei crini di cavallo ha scelto crini sintetici di alta qualità, capaci di mantenere le stesse caratteristiche sonore. “All’inizio c’era molto scetticismo, ma con il tempo ho dimostrato che è possibile creare strumenti di alta qualità senza compromessi etici,” spiega.
Il percorso di Maria non è stato facile: “Essere diversa comporta critiche, ma io credo profondamente in ciò che faccio.” Gli atti di bullismo subiti l’hanno ferita, ma non l’hanno fermata. Al contrario, le difficoltà l’hanno resa più determinata a promuovere una liuteria etica e rispettosa dell’ambiente.
Maria e Francesco stanno lavorando per aprire a gennaio una bottega interamente vegan e cruelty-free a Padula, dove realizzeranno strumenti musicali innovativi e rispettosi della natura. “Il nostro obiettivo è diventare un punto di riferimento per musicisti che condividono i nostri valori,” spiega Maria. La sua visione non si limita alla produzione di strumenti: la giovane liutaia vuole sensibilizzare il mondo musicale sull’importanza della sostenibilità e del rispetto per gli animali.
Maria Torresi rappresenta una pioniera che, con coraggio e determinazione, sta riscrivendo le regole della liuteria. La sua storia dimostra che, anche di fronte a ostacoli e pregiudizi, è possibile conciliare innovazione e tradizione, offrendo una visione etica e responsabile dell’artigianato musicale.














