Si svolgerà oggi nell’ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera l’autopsia sul corpo di Antonio Pirretti, l’operaio 50enne che ha perso la vita venerdì scorso a Ferrandina. L’uomo, dipendente di una ditta responsabile della gestione e manutenzione degli impianti di depurazione per conto di Acquedotto Lucano, è morto cadendo in un depuratore, probabilmente in seguito a un malore. L’autopsia servirà ad accertare se il decesso e l’eventuale caduta dal piccolo ballatoio di ispezione siano stati causati da un malore, o se esso sia stato causato da eventuali esalazioni o, ancora, se ci sia stata una caduta accidentale.

Per la morte dell’operaio che, da quanto emerso nelle fasi preliminari dell’indagine, non avrebbe potuto svolgere la mansione di manutentore perché portatore di un’invalidità civile, è stata accusata di omicidio colposo una persona. Intanto dalle istituzioni e dal mondo sindacale si registrano molti messaggi di solidarietà alla famiglia Pirretti come quello del presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, che ha rimarcato “l’importanza di rafforzare i controlli sulla sicurezza e la necessità di promuovere una cultura della prevenzione, per evitare che simili tragedie si ripetano in futuro”.
Anche Giuseppe Nasca della Fp Cgil Potenza e Donato Rosa dalla Filcom Fismic, hanno fatto sapere che già da tempo avevano segnalato le “precarie condizioni di sicurezza e igienico sanitarie sui diversi impianti di depurazione di Acquedotto Lucano, che erano e continuano ad essere non conformi alla normativa vigente sottoponendo già due anni fa agli organi competenti di verificare le condizioni di lavoro sugli impianti. A margine delle verifiche sono emerse gravi inadempienze, per cui – affermano Nasca e Rosa – chiediamo come sia possibile che nonostante le segnalazioni non si sia provveduto a mettere in sicurezza gli impianti. Le cause del decesso non sono ancora chiare, ma dalle prime indiscrezioni l’uomo sembra sia stato trovato senza vita avvolto sulla coclea trasportatrice dei liquami. Se dovesse essere confermata la suddetta causa, è inaccettabile ritrovarsi di fronte all’ennesimo infortunio mortale per la mancanza delle condizioni minime di sicurezza, in un paese che conta circa tre morti al giorno sul lavoro. È una piaga sociale- concludono i sindacalisti- che va combattuta su tutti i fronti. Chiediamo che sia convocato urgentemente l’Osservatorio sulla Sicurezza nei Luoghi di Lavoro al fine di migliorare la sicurezza in tutti i luoghi di lavoro, con la partecipazione di tutti gli enti preposti quali associazioni imprenditoriali, sindacati, Ispettorato del lavoro, Inail, Inps, enti bilaterali dei comparti edilizia, artigianato, agricoltura, rappresentanti di forze dell’ordine”.













