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mercoledì, 17 Giugno, 2026
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Sapri continua a difendere il suo ospedale con una raccolta firme contro la chiusura del Punto nascita

Rimane ferma la decisione di chiudere il punto nascita dell’ospedale “ Immacolata “di Sapri, ma ancora più salda è la voce dei cittadini che si stanno opponendo con fermezza a questa possibilità di chiusura, che diventa sempre più reale. 

Dopo la manifestazione del 5 Maggio e la fiaccolata del 15 Maggio scorsi, il comitato di lotta ospedale di Sapri ha indetto, nel pomeriggio di mercoledì 28 maggio, una raccolta firme per la petizione “ Difendiamo il punto nascita di Sapri” . 

La petizione è indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Ministro della Salute Schillaci e al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, ai quali viene chiesto: il mantenimento e il potenziamento del punto nascita di Sapri, l’incremento del personale medico e infermieristico, l’applicazione concreta delle strategie di sviluppo rurale, la rapida e completa realizzazione dei progetti infrastrutturali e impiantistici già finanziati da tempo per l’ospedale insieme a una revisione della Legge Balduzzi(n.189/2012) che tenga conto delle specificità dei territori disagiati, evitando di aggravare la pressione sulle Regioni che si trovano già in difficoltà. 

In poche ore dalla realizzazione, più di mille persone hanno già firmato la petizione, sperando che la loro voce venga ascoltata, poiché la chiusura del punto nascite dell’Ospedale di Sapri incide profondamente sul diritto alla salute di decine di migliaia di persone che vivono in territori marginali, interni e rurali. L’ospedale di Sapri offre l’unico reale Punto Nascita del territorio, che comprende non solo 17 comuni del Golfo di Policastro, ma è anche crocevia tra Campania, Basilicata e Calabria. L’alternativa più vicina è all’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania, difficilmente raggiungibile per molte comunità dell’entroterra, dati i tempi di percorrenza che superano abbondantemente l’ora, aumentando così il rischio in caso di emergenze ostetriche.

La decisione di chiudere un Punto Nascita, dovrebbe essere ponderata prendendo in considerazione diversi fattori. Non si tratta solo di numeri (meno di 500 nascite l’anno, ecco il motivo per cui si vuole chiudere), ma di persone, di gente che vive il territorio e, con fatica, con devozione, sceglie di viverlo e di far nascere qui i propri figli, per tramandare loro lo stesso amore per la propria terra e, insieme, per la difesa imprescindibile dei propri diritti. 

Si può firmare al seguente link: https://www.change.org/p/difendiamo-il-diritto-alla-salute-difendiamo-il-punto-nascita-di-sapri?utm_medium=custom_url&utm_source=share_petition&recruited_by_id=3d968790-3af1-11f0-8c6a-f31475631c38

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