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giovedì, 17 Settembre, 2026
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Satriano di Lucania, sospesa attività dell’impianto bituminoso: ordinanza urgente del Sindaco

Un provvedimento urgente, una comunità mobilitata e un messaggio forte, basta ai disagi ambientali. Il Sindaco di Satriano di Lucania ha firmato nei giorni scorsi un’ordinanza contingibile e urgente per la sospensione temporanea dell’impianto di produzione di conglomerati bituminosi situato in località Isca. La misura si è resa necessaria per tutelare la salute pubblica, messa a rischio da gravi molestie olfattive e disturbi atmosferici denunciati da tempo dai residenti.

La zona interessata, che conta 27 famiglie per un totale di 52 abitanti, è da tempo teatro di segnalazioni relative a odori intensi, rumori molesti e fastidi respiratori. L’ARPA Basilicata, incaricata del monitoraggio ambientale, ha avviato nel luglio 2023 una fase di rilevazione tramite un sistema di “citizen science” su Telegram, in cui i cittadini hanno potuto segnalare episodi di disturbo olfattivo in tempo reale.

Dal novembre successivo, è stata installata nei pressi dell’impianto una stazione mobile di rilevamento per monitorare in continuo le sostanze volatili nell’aria. Tuttavia, un episodio ha recentemente scosso la comunità: un incendio doloso ha distrutto la centralina ARPAB, bloccando il monitoraggio. L’atto vandalico è stato denunciato alla Procura ed è stato definito dai residenti “un attacco alla trasparenza e al diritto all’informazione”.

Qualche settimana fa, centinaia di persone si sono radunate in contrada Isca per una manifestazione popolare che ha coinvolto i territori di Satriano di Lucania, Sant’Angelo Le Fratte e Brienza. L’iniziativa, organizzata dalle associazioni ETA (Ecostenibilità Tutela per Ambiente) e Vola per l’Ambiente, insieme a un comitato spontaneo di cittadini, ha visto la partecipazione anche dei sindaci Umberto Vita, Vincenzo Ostuni e Raffaele Collazzo.

I manifestanti non hanno chiesto la chiusura dell’azienda, ma il rispetto rigoroso delle normative ambientali. “Non si può vivere chiusi in casa per la puzza o con finestre sbarrate per i rumori – hanno spiegato –. Chiediamo solo aria pulita e una vita dignitosa per noi e per i nostri figli.”

Tra gli slogan esposti durante il corteo: “Puzza e rumore ci chiudono in casa”, “Ambiente pulito per i nostri figli”, “Questa terra è la nostra: i nostri figli meritano vita, non veleno”.

La mobilitazione, definita apartitica e pacifica, ha portato avanti una richiesta precisa: l’apertura immediata di un tavolo tecnico con il Prefetto di Potenza, coinvolgendo le autorità sanitarie, ambientali e l’azienda stessa, per trovare soluzioni concrete e condivise. L’obiettivo è chiaro, garantire una convivenza sostenibile tra attività industriale e qualità della vita.

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