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mercoledì, 3 Giugno, 2026
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 Il Cilento si fa palcoscenico d’arte e bellezza col “Cilentart Fest”

Oltre 20 appuntamenti per 15 giorni di programmazione, 8 comuni coinvolti e 60 artisti. Sono questi i numeri che sintetizzano quella che sarà la quinta edizione del “Cilentart Fest”, evento in cui il Cilento si fa palcoscenico d’arte, bellezza e partecipazione.

Il festival torna, dal 30 luglio al 13 agosto 2025, con un progetto realizzato con il sostegno del Teatro Pubblico Campano, la Regione Campania e il Ministero della Cultura, sotto la direzione artistica di Alfredo Balsamo e Vittorio Stasi, che hanno costruito negli anni un percorso culturale partecipato, radicato, generoso.

Saranno otto i comuni cilentani coinvolti: San Giovanni a Piro, Agropoli, Capaccio Paestum, Perito, Omignano, Moio della Civitella, Trentinara e Gioi. Borghi, piazze, sentieri e scorci si trasformeranno in palcoscenici a cielo aperto, ospitando oltre venti appuntamenti che intrecciano teatro, danza, musica, performance e partecipazione.

«Cilentart Fest – affermano i direttori artistici Alfredo Balsamo e Vittorio Stasi – è nato da un’urgenza affettiva. Un desiderio semplice e profondo: abitare questa terra con rispetto, attraversarla con l’arte, lasciandosi trasformare dai suoi silenzi, dai suoi sguardi, dalla sua bellezza fragile e ostinata. In questi anni il festival ha messo radici, non per affermarsi, ma per ascoltare meglio. E quest’anno, più che mai, sentiamo che ogni gesto, ogni spettacolo, ogni incontro nasce da una consapevolezza più ampia, da un legame che si è fatto intimo. È, prima di tutto, un gesto di riconoscenza verso il Cilento e verso tutte le persone che, ogni anno, scelgono di condividere con noi questo viaggio».

Al centro di questa edizione ci sono nomi che rappresentano il meglio della scena culturale italiana e internazionale. Il grande teatro civile di Stefano Massini sarà protagonista con due spettacoli: “L’alfabeto delle emozioni” e “La ricerca della felicità”, due viaggi narrativi che attraversano l’animo umano con intelligenza e passione.

Tra i grandi ospiti anche il premio Oscar Nicola Piovani, che guiderà il pubblico in un dialogo tra parola e melodia con il suo “Note a margine”, concerto-racconto che è già storia del nostro tempo. Emma Dante porterà in scena “Il tango delle capinere”, struggente opera visiva e teatrale in cui l’amore e la memoria danzano in un eterno carillon.

La danza sarà affidata a Roberto Zappalà, uno dei coreografi italiani più acclamati, con “Corpi liturgici”, primo studio coreografico che riflette sulla sacralità del gesto.

Da Nantes, la compagnia francese David Rolland Chorégraphies proporrà “Donne-moi la main (Happy Manif)”, performance itinerante e coinvolgente, da vivere in movimento, con le cuffie, camminando, ascoltando, danzando.

La compagnia Komoko, guidata dalla coreografa Sofia Nappi, porterà in scena “The Fridas”, un duetto ispirato al dipinto “Le due Frida” di Frida Kahlo.

La musica attraverserà il festival con momenti di straordinaria intensità. Enzo Avitabile e Peppe Servillo, in “Duet”, daranno vita a un concerto acustico in cui la musica popolare incontra il jazz, la poesia e il ritmo del sud.

Luca Barbarossa sarà protagonista di “Racconti sonori”, concerto confidenziale e narrativo, in cui la musica si intreccia alla vita.

Gnut, tra le voci più poetiche e riconoscibili della canzone napoletana contemporanea, con il nuovo progetto “Luntano ‘a te Tour”, ci condurrà in un viaggio musicale che è anche un ritorno alle sue radici.

A colorare le prime luci del giorno, tre concerti all’alba con Erica Mou, Casadilego e Emanuele Colandrea, che accompagneranno il sorgere del sole con parole sussurrate e melodie che sanno di silenzio e orizzonte.

Il festival è anche spazio di formazione, creazione e sperimentazione. Due residenze artistiche daranno forma a nuove visioni: “Al di sotto del vero”, con Lucrezia Guidone e Ivan Alovisio, e “Schiudere”, con la compagnia VicoQuartoMazzini.

L’installazione “Arthropoda” di Maddalena Parise e “Lacasadargilla” aprirà il festival con una riflessione poetica sulla fragilità del nostro ecosistema, mentre il Terzo Segreto di Satira rileggerà con ironia l’epica omerica in “Iliade Open Mic”.

Ancora teatro. Valerio Aprea, con “Lapocalisse”, porterà in scena una serie di monologhi scritti per lui da Marco Dambrosio, in arte Makkox.

Matthias Martelli ci condurrà tra le pagine della grande letteratura italiana con “Il suono delle pagine e Mario Perrotta con il suo “Nel Blu” regalerà un omaggio intimo e personale a Domenico Modugno.

Emanuele Aldrovandi, con lo spettacolo-gioco “Dieci modi per morire felice”, offrirà agli spettatori la possibilità di sperimentare una nuova vita, dalla nascita alla morte, compiendo scelte che influenzano l’andamento dello spettacolo, con un solo obiettivo: morire felici.

Ancora teatro itinerante con “Baccanalia” della Compagnia La Mansarda, un brindisi tra Dioniso e le radici contadine del sud.

A chiudere il festival, una performance che guarda al futuro del pianeta: “ORA – The Limits of the Planet”, opera visiva e sonora del collettivo Imaginarium, realizzata in collaborazione con ESA (Ente Spaziale Europeo), ASI (Agenzia Spaziale Italiana), EGO (European Gravitational Observatory) e INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). Un viaggio tra videomapping e suono che racconta i limiti ambientali che l’umanità non può più ignorare.

Cilentart Fest è un festival che cammina, cresce e si trasforma insieme al territorio che lo ospita. Ogni estate è un nuovo inizio, ogni spettatore è un viaggiatore, ogni spettacolo un incontro che resta.

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