Un gruppo di giovani della parrocchia di Montesano ha partecipato nei giorni scorsi al Giubileo dei Giovani 2025 a Roma, un evento inserito nell’ambito dell’Anno Santo che ha visto la presenza di decine di migliaia di partecipanti da tutta Italia e dal mondo. Ad accompagnare il gruppo è stato don Donato Ciro Varuzza, parroco di Montesano, che ha condiviso l’esperienza sui social con parole intense e sentite.

L’accoglienza della Diocesi di Roma ai pellegrini è stata calorosa e ben organizzata, offrendo ai giovani momenti di preghiera, incontro, testimonianza e riflessione. Tra i momenti più significativi, l’atteso incontro con Papa Leone, che ha salutato i ragazzi con parole cariche di significato. Il Pontefice ha invitato tutti a gridare con forza: “Noi vogliamo la pace!”, trasformando l’incontro in un vero appello globale alla speranza e alla fraternità.
Con tono informale ma incisivo, il Papa ha poi esclamato: “E svegliarsi la mattina…”, frase divenuta simbolo di rinascita, di uno sguardo nuovo sulla vita quotidiana, ricca di opportunità e bellezza.
L’esperienza del Giubileo si è rivelata, per molti, qualcosa di ben più profondo di una semplice attività estiva. I ragazzi hanno raccontato di aver vissuto un vero percorso interiore, fatto di emozioni, domande, e incontri significativi, anche con sé stessi. Come ha scritto don Donato nel suo post:
“Con qualche acciacco che non hai sentito prima — forse per l’adrenalina o forse perché avevi il cuore pieno di altro — ti rendi conto di aver vissuto veramente.”
Una vacanza “diversa”, non paragonabile a giorni al mare o serate tra amici, ma capace di lasciare un segno. Alcuni si sono chiesti se davvero abbiano incontrato Gesù in quei giorni. Forse sì, forse no. Ma ciò che è rimasto è la voglia, sincera, di essere migliori, di ricominciare, di sentirsi parte di qualcosa di più grande.
A colpire è anche la riflessione sul ruolo della Chiesa: “Una Chiesa che a volte si fa fatica a percepire come propria — scrive il parroco — ma che sa ancora sorprendere, perché rende possibile un’esperienza diversa, dove non ci si deve rovinare per farsi sentire, ma dove si può urlare la gioia che si trova.”
I giovani di Montesano, insieme a migliaia di coetanei, hanno vissuto giorni di intensa condivisione nel cuore del mondo, diventando, anche se solo per un momento, segno tangibile di speranza per un futuro migliore.
Ora la sfida più grande sarà quella di riportare a casa ciò che hanno vissuto: nel gruppo parrocchiale, tra gli amici, nelle relazioni quotidiane. Conclude don Donato: “Chi sei ora al rientro? Quello di sempre… ma con la carica di non rassegnarti a tutto ciò che già pensavi prima. Perché sei una meravigliosa opportunità, e non puoi sprecarla.”















