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martedì, 2 Giugno, 2026
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Lavori fermi sul ponte di Caiazzano. L’associazione Schierarsi: “I cittadini meritano rispetto”

La Piazza Cilento-Vallo di Diano dell’Associazione culturale Schierarsi torna ad accendere i riflettori sulla situazione del ponte di Caiazzano, tra i comuni di Padula e Sassano, chiuso al transito da circa quattro anni. Dopo l’intervento del consigliere regionale Tommaso Pellegrino, anche l’associazione punta il dito contro la Provincia di Salerno in merito ad alcune contraddizioni emerse dalle dichiarazioni del Presidente, Vincenzo Napoli, e del Responsabile dell’Ufficio Tecnico della Provincia di Salerno, Angelo Michele Lizio.

In una nota il gruppo guidato da Francesco Argento, Lucia Caggiano, Giovanni De Lauso e Mariano Pellegrino parla di “incongruenze che sono meritevoli di un chiarimento a tutela dei cittadini, delle famiglie e delle attività commerciali, che stanno subendo un grave pregiudizio dal ritardo nell’esecuzione dei lavori di rifacimento del ponte Tanagro”.

“Il Presidente ed il Responsabile dell’Ufficio Tecnico della Provincia di Salerno, nelle interviste rilasciate a Canale 21 e a Radio Alfa,- si legge nella nota- hanno parlato di una “sorpresa geologica” riscontrata durante la recente prova di carico sulle spalle del ponte Tanagro, che avrebbe evidenziato un problema di staticità tale da rendere necessaria l’installazione di ulteriori pali. Dichiarazioni che non trovano alcun riscontro nella documentazione tecnica disponibile. Infatti, la relazione geologica redatta dalla geologa dott.ssa Anna Maria Patelli, datata 2022, dimostra in maniera inequivocabile che erano già stati effettuati sondaggi e prove preliminari sul terreno, finalizzati proprio a valutare le condizioni geologiche dell’area e a verificare la compatibilità geologica del sito”.

Nella relazione, infatti, vengono descritti in modo dettagliato la conformazione del terreno e i rilievi di tipo geomorfologico realizzati sull’area di studio e su una porzione di territorio circostante che hanno consentito di eseguire una campagna di indagini dirette, con sondaggi geognostici e prove sismiche, volta alla modellazione geologica e sismica dell’area. Nello specifico, ai fini della modellazione geologica, erano state realizzate 2 perforazioni di sondaggio a carotaggio continuo S1 ed S2 della profondità di 35 m, in corrispondenza delle due future spalle del ponte.

“Parlare oggi di “sorpresa geologica”- dichiara l’associazione- appare quindi non solo fuorviante, ma tecnicamente inaccettabile. A questa presunta “sorpresa geologica” si affianca quella precedente, ovvero la “sorpresa dei sottoservizi”- altrettanto dubbia- indicata dall’ing. Lizio come causa di un rallentamento dei lavori di rifacimento del Ponte di Caiazzano. Anche in questo caso, tuttavia, esiste relazione dettagliata risalente al 2022, che dimostra la conoscenza della presenza dei sottoservizi ben prima dell’avvio dei lavori, smentendo categoricamente l’idea di un imprevisto. Due “sorprese” che tali non sono e che non sorprendono affatto, ma invece sollevano interrogativi su una gestione progettuale e istituzionale superficiale o, peggio, opaca, a scapito della trasparenza, dell’efficienza amministrativa e del rispetto per i cittadini”.

Infine l’appello: “Chiediamo chiarezza. Chiediamo responsabilità. Chiediamo che l’Ente provinciale dia risposte documentate e verificabili, non dichiarazioni tardive e contraddittorie, puntualmente smentite dai fatti. I cittadini del Vallo di Diano meritano rispetto. La verità è già scritta nelle relazioni tecniche. Basta leggerle”.

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