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sabato, 2 Maggio, 2026
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Camorra, maxi sequestro da 2,5 milioni di euro a imprenditore di Mercato San Severino: indagini della DIA su legami con il clan Desiderio

La Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione, nei comuni di Mercato San Severino e Roccapiemonte (Salerno), a un decreto di sequestro emesso dalla Sezione Riesame e Misure di Prevenzione del Tribunale di Salerno. Il provvedimento, disposto su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica di Salerno e del Direttore della DIA, ha riguardato società, beni immobili e disponibilità finanziarie riconducibili — direttamente o indirettamente — a un imprenditore di Mercato San Severino.

L’attività investigativa, condotta dalla Sezione DIA di Salerno, ha consentito di delineare un profilo di pericolosità sociale dell’imprenditore, sia generica (dal 2009 al 2021) sia qualificata (dal 2015 al 2017), come previsto dall’articolo 4, comma 1, lettere a) e c) del Decreto Legislativo 159/2011. Tali elementi sono stati riconosciuti sussistenti dal Tribunale di Salerno.

Secondo gli investigatori, il soggetto risulta indiziato di appartenere al clan camorristico “Desiderio”, operante nella zona della Valle dell’Irno. Le indagini hanno inoltre evidenziato una sproporzione tra il patrimonio effettivamente disponibile e la posizione reddituale dichiarata, oltre a indizi secondo i quali l’imprenditore vivrebbe, almeno in parte, dei proventi di attività illecite, tra cui reati di natura fallimentare.

Il sequestro di prevenzione ha interessato un opificio, due compendi aziendali attivi nel settore degli allestimenti e del noleggio di attrezzature per fiere ed eventi, una ditta individuale operante nella ristorazione, quote di un fondo pensione e diversi buoni postali. Il valore complessivo dei beni sequestrati è stimato in circa 2,5 milioni di euro.

Le indagini della DIA si inseriscono in un più ampio contesto di contrasto all’infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico della provincia di Salerno, con particolare attenzione ai settori imprenditoriali e commerciali ritenuti più esposti a fenomeni di riciclaggio e reimpiego di capitali illeciti.

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