Si chiude con un’assoluzione il procedimento giudiziario che vedeva imputato un uomo di Vietri di Potenza per presunte minacce aggravate nei confronti della moglie del sindaco. La Corte di Appello ha infatti riformato la sentenza di primo grado, pronunciata dal Tribunale di Potenza, assolvendo l’imputato “perché il fatto non sussiste”.
In primo grado, a gennaio 2025, l’uomo era stato condannato a due mesi di reclusione in relazione a fatti risalenti all’agosto del 2019, periodo in cui la persona offesa stava per contrarre matrimonio. Al centro della vicenda una serie di post pubblicati sui social, ritenuti minacciosi dall’accusa, e un episodio avvenuto il giorno delle nozze.
Secondo la ricostruzione iniziale, l’imputato avrebbe parcheggiato volontariamente la propria auto in un vicoletto nei pressi dell’abitazione della sposa, ostacolando il passaggio del corteo nuziale diretto verso la chiesa. Una situazione che, sempre secondo l’accusa, rese necessario l’intervento della Polizia Locale e dei Carabinieri per la rimozione del veicolo.

Dalle segnalazioni sui social si arrivò così alla denuncia e all’apertura del procedimento penale, coordinato dal pubblico ministero Sarah Masecchia. Il capo d’imputazione, inizialmente contestato come violenza privata, fu poi riqualificato in minaccia aggravata, portando alla condanna in primo grado.
In Appello, però, i giudici hanno accolto il ricorso della difesa, ritenendo insussistenti gli elementi del reato contestato e ribaltando integralmente la decisione del Tribunale.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni. Solo dopo la loro pubblicazione la parte offesa potrà valutare l’eventuale ricorso in Cassazione, aprendo così la possibilità di un ulteriore grado di giudizio.














