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sabato, 18 Aprile, 2026
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Aumentano i casi di Epatite A nel salernitano. Pescherie e ristoranti in difficoltà

Aumentano i casi di Epatite A in provincia di Salerno, dove si registra un progressivo incremento dei contagi che sta alimentando preoccupazione tra cittadini e operatori sanitari. Secondo gli ultimi dati, i positivi hanno superato quota 20, mentre i casi complessivi di infezione da virus HAV risultano ancora più numerosi, alcuni dei quali hanno richiesto il ricovero ospedaliero.

Il quadro epidemiologico si inserisce in un contesto più ampio che coinvolge anche altri territori della Campania, con particolare pressione sugli ospedali, tra cui il Ospedale Cotugno di Napoli, punto di riferimento per le malattie infettive.

Pur trattandosi di una patologia generalmente a decorso benigno, con guarigione nell’arco di alcune settimane, l’aumento dei casi ha avuto ripercussioni immediate anche sull’economia locale. Nel settore della ristorazione si registra un netto calo del consumo di frutti di mare, con una contrazione che arriva fino al 60%. Ancora più marcata la flessione nelle pescherie, dove le vendite sono scese fino al 70%, con punte superiori nell’area napoletana.

Le conseguenze si estendono anche ad altri comparti alimentari: fruttivendoli e commercianti segnalano difficoltà diffuse, che coinvolgono non solo i frutti di bosco ma anche ortaggi e verdure fresche, penalizzati da un clima di diffidenza tra i consumatori.

Per contenere la diffusione del virus, la Regione ha intensificato le misure di prevenzione sanitaria, puntando in particolare sul rafforzamento della campagna vaccinale. L’offerta gratuita del vaccino contro l’epatite A è stata ampliata e resa accessibile alle categorie considerate più esposte, tra cui personale sanitario, operatori del settore alimentare, soggetti fragili e bambini.

Nel frattempo, in alcune aree come il Vallo di Diano, diverse mense scolastiche hanno adottato misure precauzionali, modificando i menu e privilegiando alimenti confezionati, come la frutta in polpa, limitando la somministrazione di prodotti freschi potenzialmente più esposti a rischi.

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