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sabato, 2 Maggio, 2026
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Fonderie Pisano, la Regione apre al trasferimento: “Serve un piano industriale”

Si apre uno spiraglio per il futuro delle Fonderie Pisano. Al tavolo convocato in Regione Campania con sindacati e rappresentanti dei lavoratori, gli assessori Angelica Saggese, Fulvio Bonavitacola e Claudia Pecoraro hanno rilanciato la possibilità di delocalizzare l’azienda, puntando alla nascita di un nuovo sito produttivo fuori dall’area di Fratte.

Un cambio di prospettiva rispetto alle attese degli operai, che chiedevano risposte immediate sulla ricollocazione e sulle garanzie occupazionali, soprattutto in vista della decisione del Tar di Salerno fissata per il 15 aprile sulla sospensiva richiesta dall’azienda contro il diniego dell’Aia.

La Regione, però, guarda oltre l’esito giudiziario e annuncia la convocazione dei vertici delle Fonderie Pisano per acquisire un piano industriale sostenibile e chiarimenti sull’eventuale ricerca di una nuova area dove trasferire la produzione.

Nel corso dell’incontro è stato ribadito che la revoca dell’autorizzazione integrata ambientale è frutto di valutazioni tecniche, nel rispetto delle normative europee e nazionali, respingendo così le accuse dell’azienda che aveva parlato di una scelta politica.

Il punto centrale resta ora nelle mani dei Pisano. Secondo la Regione, infatti, non sarebbe stato ancora presentato un piano dettagliato, mentre l’azienda sostiene il contrario. Per superare l’impasse, i sindacati chiedono un confronto pubblico, aperto anche alla stampa, per chiarire contenuti e prospettive del progetto industriale.

Le organizzazioni sindacali, dalla Cgil alla Fiom, parlano comunque di un clima costruttivo e di un’unità d’intenti nel tentativo di risolvere una vertenza complessa, che coinvolge centinaia di lavoratori e un comparto strategico per l’economia locale.

La Regione ha assicurato che sosterrà un eventuale nuovo investimento, a patto che sia compatibile con la tutela della salute e dell’ambiente e che preveda tecnologie moderne. Sul tavolo anche possibili interventi di riqualificazione professionale per i dipendenti.

Resta alta l’attenzione in vista dei prossimi passaggi, a partire dalla pronuncia del Tar e dal tavolo previsto al Ministero del Made in Italy il 20 aprile. L’obiettivo condiviso è evitare la chiusura definitiva e garantire continuità occupazionale, senza rinunciare alla sostenibilità ambientale.

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