Si è conclusa la campagna di scavi archeologici 2026 nell’area di Monte Pruno, a Roscigno, al termine di settimane di intensa attività che hanno visto impegnati ricercatori, studenti e istituzioni in un importante progetto di ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio storico del territorio.

Le ultime giornate sono state dedicate alle operazioni che tradizionalmente chiudono ogni campagna di scavo: la sistemazione della documentazione scientifica, la realizzazione dei rilievi finali e la completa copertura dell’area interessata dalle indagini. Attività fondamentali per garantire la conservazione del sito e preservare quanto emerso durante i mesi di lavoro, in vista delle future campagne di ricerca.
L’edizione 2026 ha rappresentato un ulteriore passo avanti nello studio dell’antica città di Monte Pruno grazie al progetto “Roscigno–Monte Pruno: Geophysical Analysis and Remote Sensing for Future Research”, promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, in collaborazione con il Comune di Roscigno, il CNR ISPC di Napoli e Lecce e con l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino.
Particolarmente innovative sono state le indagini geofisiche effettuate nel settore settentrionale del sito attraverso magnetometria e georadar, tecnologie di ultima generazione che consentono di individuare strutture archeologiche sepolte senza ricorrere allo scavo diretto. I dati raccolti costituiranno una preziosa base scientifica per pianificare le future attività di ricerca e approfondire la conoscenza dell’antico insediamento lucano.
Determinante, il ruolo della Banca Monte Pruno, che ha sostenuto concretamente il progetto confermando la propria attenzione verso la tutela del patrimonio culturale del Vallo di Diano e degli Alburni. L’istituto di credito, da sempre vicino alle iniziative di valorizzazione del territorio, ha contribuito alla realizzazione di una campagna che unisce ricerca scientifica, formazione universitaria e promozione culturale, consolidando una sinergia ormai pluriennale con il mondo accademico e le istituzioni.
Un ringraziamento è stato rivolto anche al sindaco di Roscigno, Pino Palmieri, al Comune, alla Comunità Montana e alla Soprintendenza per il sostegno garantito durante tutte le fasi del progetto.
Lo scavo si conclude, ma il lavoro degli archeologi proseguirà nei laboratori e nei centri di ricerca. Nei prossimi mesi saranno analizzati i reperti e i dati raccolti sul campo, mentre lo sguardo è già rivolto alla prossima campagna di indagini, con l’obiettivo di continuare a svelare la storia di uno dei siti archeologici più importanti della Campania interna.














